Ragazza giovane c'è un'età per scrivere?
Scrivere non ha età, perché ogni età ha la sua scrittura. Questo abbiamo sperimentato portando il metodo Scarpante® negli ospedali, nelle carceri e nelle scuole.
Perché carta e penna nell’era del pc? Carta e penna non sono anacronistiche; ci insegnano i neuro scienziati che scrivere a mano è importante perché stimola il cervello, potenzia la memoria, il pensiero creativo e permette collegamenti di senso sempre nuovi.
L’arte di scrivere a mano: anche così si può intendere la scrittura terapeutica, che è l’arte di curare se stessi.

Si tratta di ritrovare un linguaggio emotivo, cioè un linguaggio che dia un nome ad ogni emozione che vive dentro di noi.

Emozione che spesso, travolti dalla fretta della vita ordinaria, quasi ignoriamo o comunque archiviamo nelle profondità dell’interiorità. Dare un nome alle emozioni significa riconoscerle, farle emergere, trasformarle e condividerle. Prendersi cura di sé attraverso la parola scritta, infatti, non significa chiudersi nel guscio dell’introspezione, bensì lavorare in gruppo e attraverso il confronto rispettoso, oggettivare il sé interiore per mettersi in gioco.

Tanto più ci si prende cura di sé, tanto più ci si può prendere cura dell’altro. Nel gruppo il singolo condivide le proprie fragilità per scoprire che sono anche le fragilità degli altri.

Scrivere di sé a sé, concedersi del tempo per la narrazione autobiografica, fa scoprire fin da subito che un’operazione di risanamento mediata dalla parola scritta e ascoltata è possibile.

La validità del metodo Scarpante® si palesa attraverso le diverse tappe.

Quando il singolo scrive cerca le parole che gli servono per focalizzare il proprio vissuto e costruire il proprio lessico interiore; ne scaturisce un testo che oggettiva le problematiche e permette a chi scrive di osservare le dinamiche, le esperienze come altro da sé e nella condivisione il vissuto si oggettiva ulteriormente.

È faticoso questo percorso, ma la forza trasformatrice della parola reca in sé un potenziale di pacificazione.

I nodi, la sofferenza, la fragilità possono essere trasformati in punti di forza, attraverso un’operazione di ribaltamento , che permette di convertire la sofferenza in nuova energia vitale che aprirà rinnovati percorsi di vita.

La scrittura di lettere è una modalità già presente in letteratura, pensate ai romanzi epistolari, uno per tutti I dolori del giovane Werther di Goethe .

Il metodo Scarpante® propone di scrivere lettere autobiografiche strutturate secondo un percorso definito, seguendo una modalità “circolare”: la prima lettera è una delle più difficili, la lettera a me stesso/a e l’ultima nuovamente una lettera a me stesso/a, quel me stesso/a che grazie al percorso di scrittura è un “nuovo me stesso”. In questo percorso si sperimenta il potere formativo della parola, la sua forza trasformatrice.

Per concludere, scrivere a se stessi permette di alleggerirsi delle parole taciute, nello stendersi sulla pagina scritta.

Una scultura dell’anima.
Al posto del blocco di marmo, le concrezioni del proprio vissuto, al posto dello scalpello, la penna.
Ad ogni frase la statua interiore si arricchisce di inattesi particolari, di dettagli, di panneggi. Scolpire significa avviare un processo di metamorfosi e così è narrare di sé a se stessi.

Narrare di sé a se stessi permette all’anima di prendere forma, di “materializzarsi” dinnanzi allo sguardo interiore; le parole scorrono sul foglio e ne chiamano altre che bussano alla porta dei ricordi, alla porta dell’irrisolto, alla porta dei desideri.

Succede di scoprire nuove dimensioni, neanche vagheggiate prima, ma che improvvisamente chiedono di essere viste e narrate per diventare parte rinnovata di noi.

Alessandra Giorgetti