donne sedute in colloquio
Oggi viviamo in un’epoca di economia della conoscenza che ha sostituito quella precedente di economia industrializzata.
Questo riguarda ogni parte del mondo, per effetto della globalizzazione, ma non tutti siamo pronti ad affrontare questo continuo cambiamento e aggiornamento delle nostre competenze.

Il libro “Generalisti” di David Epstein, mi ha incuriosito perché attraverso l’analisi della vita di alcuni atleti, musicisti, imprenditori e scienziati affermati l’autore prova che una specializzazione non precoce, preceduta da una serie consistente di tentativi ed errori, è in genere alla base della realizzazione.

Di solito una iperspecializzazione fin dai primi anni di vita è considerata la via maestra per avere successo, in questo libro invece, le storie contenute raccontano come questo possa risultare un limite.

La vita è un continuo divenire, e, nel mentre, crisi e incidenti di per- corso si alternano a momenti di riuscita. Proprio nei momenti più difficili siamo costretti a prendere quelle decisioni che poi diventano le colonne portanti della nostra vita.

Come dimostra David Epstein, anche se tutti si specializzano in qualcosa prima o poi, per conseguire qualunque risultato Donna & Leadership Journal il metodo più efficace è quello di vivere la propria vita come un continuo esperimento.

Ascoltando il racconto di alcune donne, mi sono resa conto che spesso avvertiamo una certa incomprensione di quelle che sono le nostre “diverse specializzazioni”, soprattutto nei momenti di confronto sul lavoro, con colleghi e/o capi.

Chi ha maturato diverse esperienze, come chi ha coltivato diversi interessi, anche nella carriera lavorativa ha, come nei racconti del libro “Generalisti”, un vantaggio rispetto a chi si è sempre occupato di un medesimo ambito.

Come è possibile?

Oggi viviamo in un’epoca di economia della conoscenza, ma tutti noi siamo stati educati per un’economia industrializzata.

Siamo stati formati per un’economia la cui maggiore esigenza era il controllo della produzione attraverso le persone altamente specializzate in un solo compito e quindi facilmente sostituibili.

Quindi siamo abituati a misurare il nostro valore attraverso le qualifiche, le professioni, le specializzazioni accademiche conseguite.

In un contesto moderno come quello di oggi non è più vantaggioso essere particolarmente specializzati solo in qualcosa.

Come lo definisce uno scienziato interpellato nel libro: “la crescente specializzazione ha creato un “sistema di trincee parallele” nella corsa all’innovazione. Tutti scavano più a fondo nella propria trincea e di rado si alzano per guardare in quelle vicine, anche se potrebbero trovarci la soluzione ai propri problemi.”

Noi donne siamo da sempre multitasking, ci siamo dovute specializzare nella gestione familiare, nei diversi ambiti lavorativi, nelle sperimentazioni per conciliare il lavoro con la vita privata, nell’educazione dei figli, nel supporto agli altri e nel metterci a disposizione.

Queste “diverse specializzazioni” (e tante altre che qui non sono citate ma che ognuna di noi sa di aver sperimentato) sono un vantaggio nel saper guardare oltre la propria trincea di specializzazione che nella carriera, nella professione e nell’attività ci contraddistinguono.

Nel mondo del lavoro si sta evidenziando sempre di più che non basta aver conseguito una specializzazione accademica; nelle fasi di recruiting vengono attenzionati altri aspetti generali della persona, le sue attitudini, le sue aspirazioni e le sue ambizioni per fare incontrare nel miglior modo possibile le aspettative aziendali con quelle del candidato.

Questo vale anche per le attività d’impresa o autonome dove le attitudini, aspettative e ambizioni del cliente si incontrano con chi le possa supportare.
Aver chiaro il nostro valore ci rende sicure e affidabili per gli altri, anche per quelli che diffidano del multitasking perché avere competenze maggiori non significa necessariamente essere superficiali o poco preparate.

Certamente per avere efficacia ed efficienza nel- le nostre attività è necessario mantenere il focus sugli impegni assunti e sulle dinamiche della situazione che stiamo affrontando.

In primis andiamo a scoprire meglio il significato di attitudine, aspirazione e ambizione.

Per attitudine si intende una sorta di inclinazione verso una certa attività, quindi una combinazione tra ciò che ci piace fare e ciò che riusciamo meglio a fare.

Per aspirazione si intende la combinazione tra un proponimento e la passione che in esso mettiamo perché ci crediamo.

Per ambizione si intende la combinazione tra una forte determinazione nella riuscita di un intento e il focus sull’obiettivo da raggiungere.

Per chi è più giovane è importante scoprire le proprie attitudini e nel tempo trovare la strada per le proprie aspirazioni e ambizioni.

Per chi è meno giovane, visto che la vita è un continuo divenire, è importante fare il punto della situazione, magari riscoprendo quello che nel passato si è tralasciato per gli impegni familiari o lavorativi e prendere nuovo slancio per la propria vita.

Un bilancio delle competenze, come metodo di orientamento al lavoro, può aiutare ad individuare in cosa siamo più preparate, quali ambiti ci appassionano, in quali ci sentiamo più forti e in quali vorremmo migliorare.

L’assessment center è uno degli strumenti più utilizzati in azienda per valutare il potenziale del personale, e può così aiutare nel loro sviluppo e crescita.

In un’epoca di economia della conoscenza il bagaglio di competenze è fondamentale come anche la predisposizione all’apprendimento continuo perché sappiamo tutte che non si è mai smesso di imparare.

Clicca qui sotto sull’immagine per scaricare il test che può aiutarti a rilevare quelle che oggi sono le tue attitudini, aspirazioni e ambizioni.

Donatella Metelli

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