Empowerment femminile
L’empowerment femminile nel mondo del lavoro è un argomento che merita un approfondimento, non solo per comprendere le sfide che le donne affrontano, ma anche per celebrare i progressi compiuti e delineare i passi futuri verso una completa parità di genere. Troppo spesso si tende a considerare l’empowerment ossia“il potere” femminile come qualcosa che vuole “sconfiggere un possibile avversario” oppure che vuole “dominare su qualcosa o qualcuno”.

L’empowerment femminile nel mondo del lavoro è un argomento che merita un approfondimento, non solo per comprendere le sfide che le donne affrontano, ma anche per celebrare i progressi compiuti e delineare i passi futuri verso una completa parità di genere. Troppo spesso si tende a considerare l’empowerment ossia“il potere” femminile come qualcosa che vuole “sconfiggere un possibile avversario” oppure che vuole “dominare su qualcosa o qualcuno”.

Approfondire questo argomento vuol dire scoprire quale sia questo “vero potere femminile” e così, attraverso una combinazione di riflessioni storiche, esempi contemporanei e strategie future, possiamo insieme esplorare come l’abilità e il talento delle donne possano essere meglio riconosciuti e valorizzati nel contesto lavorativo.

Possiamo dire che il silenziamento delle donne ha radici profonde nella storia, come evidenziato dall’esempio di Penelope nell’Odissea. Questo antico esempio di marginalizzazione della voce femminile non è un caso isolato ma piuttosto un simbolo di una lunga tradizione di esclusione delle donne dalla sfera pubblica e decisionale.

Nella storia ci sono anche esempi di resistenza e forza, come le storie di Lucrezia (suicida per onore) e Hortensia (avvocato, colta e eloquente donna romana in età repubblicana) entrambe nell’Antica Roma, che mostrano come le donne abbiano sempre trovato modi per far sentire la loro voce, nonostante le restrizioni imposte loro.

Passiamo ai nostri tempi moderni dove abbiamo tutti assistito a significativi progressi verso l’uguaglianza di genere nel lavoro. Le donne occupano ora posizioni di leadership in ogni settore, dalla politica alla tecnologia, dalla scienza all’arte.

Tuttavia, nonostante questi progressi, le donne continuano a incontrare barriere significative come la disparità salariale, il soffitto di vetro, il pregiudizio inconscio e la mancanza di politiche di supporto per l’equilibrio tra vita lavorativa e personale sono solo alcuni dettagli degli ostacoli che rimangono prevalenti.

In particolare il soffitto di vetro (glass ceiling) si riferisce alle barriere invisibili che si frappongono tra i ruoli dirigenziali e le donne.

Queste sfide sono amplificate per le donne di colore, le donne con disabilità, le donne LGBTQ e altre minoranze, che spesso affrontano livelli di discriminazione e ostacoli ancora maggiori.

LGBTQ è un acronimo utilizzato per definire la comunità d’individui il cui orientamento o identità sessuale non rientra nella concezione “tradizionale” del rapporto uomo-donna.

Le donne portano al mondo del lavoro un insieme unico di abilità e talenti. Competenze come l’empatia, la capacità di ascolto, la collaborazione e l’approccio olistico alla risoluzione dei problemi, sono sempre più riconosciute come essenziali per il successo in un ambiente lavorativo moderno e interconnesso.

La resilienza e la determinazione, spesso forgiata attraverso esperienze di superamento degli ostacoli, come tante donne sviluppano nel prendersi cura degli altri, nel crescere i figli e nell’accudire alla famiglia, possono trasformarsi in una leadership ispiratrice e innovativa. Valorizzare queste abilità significa non solo riconoscere il contributo unico delle donne, ma anche promuovere un ambiente lavorativo più ricco e diversificato.

Cosa possiamo fare per facilitare l’empowerment femminile sul lavoro?

Parte prima di tutto da noi stesse, informandoci e proponendo programmi e argomenti che vanno nella direzione di aprire dialoghi che coinvolgano altri colleghi e capi.

Se poi rivestiamo ruoli di responsabilità possiamo proporre strumenti nuovi per la gestione del personale.

Se siamo imprenditrici, professioniste e freelancer possiamo considerare il nostro contributo nel mettere in atto, già per noi stesse e poi per gli altri, azioni e proposte che facilitino la comprensione e la condivisione sui temi sicuramente al femminile, ma che riguardano anche tutti gli altri.

Se vogliamo crescere, non possiamo isolarci, ma coinvolgere chi lavora con noi, chi vive con noi nell’approfondire alcuni temi che possono costruire nuovi percorsi di sviluppo professionale e di relazioni rispettose e di valore.

I temi principali che possono essere di spunto per ognuno dei diversi approcci, come dipendenti, come manager o come imprenditrici/professioniste sono:
Politiche di Parità di Genere: Adottare e implementare politiche che promuovano attivamente l’uguaglianza di genere, come la parità salariale, l’assunzione equa e le opportunità di avanzamento per le donne.

Supporto alla Maternità e alla Paternità: Creare un ambiente lavorativo che supporti i genitori, attraverso congedi parentali retribuiti, orari flessibili e possibilità di lavoro remoto.

Programmi di Mentoring e Networking: Incoraggiare la formazione di reti professionali e programmi di mentorship che supportino le donne nel loro sviluppo professionale e nella crescita della leadership.

Educazione e Formazione: Promuovere l’educazione e la formazione continua per le donne, soprattutto in campi tradizionalmente dominati dagli uomini, come STEM(Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

Cultura Aziendale Inclusiva: Sviluppare una cultura aziendale che valorizzi la diversità, l’inclusione e il rispetto reciproco, riconoscendo e combattendo il pregiudizio inconscio.

Se ci interessiamo e ci confrontiamo su questi o su qualcuno di questi temi sarà più facile invitare anche altri nel confronto e proporre punti di vista da considerare per includere queste tematiche nelle discussioni di programmazione per esempio della formazione, degli eventi aziendali e delle soluzioni welfare o iniziative riguardanti lo sviluppo del personale.

Certo è che se iniziamo su noi stesse, sul fare chiarezza sui nostri punti di forza e sui punti ancora da sviluppare stiamo già attuando il cosiddetto self-help che ci faciliterà nel self-empowerment al femminile.

Quando cerchiamo una risposta ci stiamo “attivando” e “orientando” a prendere in considerazione punti di vista nuovi, anche su noi stesse, si crea un effetto “dubbio” su qualcosa di cui siamo convinte ma che forse non è quello che ci sta aiutando in questo momento, ci apre un nuovo scenario di opportunità per la nostra crescita personale che abbiamo messo da parte per gli impegni e le responsabilità.

Qui sotto puoi approfondire questi temi e potrai fare un breve test per individuare e misurare le competenze/potenzialità/talenti per il tuo self-empowerment.

https://donnaeleadership.com/empowerment-femminile/

Donatella Metelli