donna mora con occhiali da sole per farsi ricordare

La natura non fa nulla d’inutile.
Aristotele

Sembra fin troppo semplicistico dire che il cliente è pronto ad acquistare un prodotto/servizio quando gli è utile. Eppure se ricordiamo un ultimo acquisto che abbiamo fatto probabilmente proprio perché lo ritenevamo utile lo abbiamo acquistato.
Possiamo dire che l’utilità guida buona parte delle nostre scelte, del come investiamo il nostro tempo, di come spendiamo i nostri soldi.

In questi giorni di isolamento per l’emergenza COVID si è reso sempre più evidente quanto possa variare il concetto di utilità da persona a persona, da situazione a situazione.

Prima dell’emergenza l’utilità della nostra quotidianità verteva principalmente su come organizzare meglio gli impegni, come riuscire a fare tutto quello che ci eravamo ripromesse, fare velocemente le routine domestiche e trovare l’equilibrio tra gli impegni di lavoro, la famiglia e gli affetti.

Nei mesi trascorsi in isolamento abbiamo scoperto nuove utilità, come per esempio quella di mantenerci in salute, prenderci cura degli altri, occuparci di nuovi interessi, nuove necessità che

lo stare in casa da soli o con i propri cari ci ha suggerito, etc.
È utile ciò che ci può aiutare, sostenere, facilitare ed aiutare ad affrontare le azioni che compiamo.
Si potrebbe quindi dire che durante l’emergenza COVID abbiamo un pò tutte sperimentato che una parte di ciò che prima dell’isolamento ritenevamo utile poi è diventato inutile.

Alcune abitudini e scelte sono state forzatamente interrotte e questo ha creato uno “spazio vuoto” in cui nuove abitudini e scelte, necessitavano nuove utilità. Anche per me questo periodo è stato fonte di riflessione e tanto apprendimento per la moltitudine di richieste, di segnali e di confronti che hanno evidenziato nuovi bisogni e quindi nuove necessità.

Una delle domande che mi ronzava in testa nei giorni scorsi era: “Come pos- so esser utile nella fase 2 COVID?”

Dal confronto e dalle condivisione con altre persone sono nati nuovi progetti che potranno essere molto utili, e nelle prossime puntate ne potremo riparlare.

donna bionda con occhiali in ascolto deii bisogni

Quando il deserto si avvicina comincio a credere nelll’utilità di un filo d’erba.
Fabrizio Caramagna

Tutto questo mi porta a condividere questa considerazione: “essere utili significa compiere quell’azione, rispondere ad un bisogno e suggerire nuove soluzioni in modo specifico, in determinate circostanze o per situazioni particolari”.

Quello che l’emergenza COVID ha comportato nelle vite e nelle attività, ha modificato nel profondo dell’immaginario collettivo.
Quello che giovani e meno giovani hanno vissuto sulla propria pelle ha creato un’esperienza, per certi aspetti traumatica, che ha trasformato la scala di priorità di molti.

Quindi oggi essere utili, con i propri prodotti/servizi, vuol dire corrispondere ai bisogni che sono stati “contaminati”.
Parlo di bisogni “contaminati” perché credo che come il nostro sistema immunitario si sia attivato per sostenerci nell’emergenza, così anche i nostri bisogni sono diventati più resilienti e quindi più esigenti.

Essere utili oggi è una sfida verso un’aspettativa che ognuno di noi ha: superare l’emergenza e la crisi che questa ha comportato per vivere con fiducia il domani.

E adesso? Cosa vuol dire questo rispetto ai nostri prodotti/servizi?

Sappiamo che alcune abitudini non torneranno come prima, non potremo assaporare un cono di gelato mentre passeggiamo, non potremo fare colazione al bar come prima, non potremo fare una festa di compleanno o altro con gli invitati che vorremmo e tanto altro.

Per i nostri prodotti/servizi significa che possiamo migliorare l’esperienza del cliente immedesimandoci nella sua nuova modalità, con i bisogni “contaminati”.

Solo se gli siamo veramente utili, solo se lo sosteniamo nelle nuove abitudini e solo se ci prendiamo cura della sua migliore esperienza nella resilienza, diventiamo la sua scelta che lascia un ricordo indelebile.

È importante adesso mettere in ordine ogni passaggio perché possa essere un metodo da applicare, che consta di tre fasi che potranno essere utili per migliorare i tuoi prodotti/servizi per essere ricordata.

1 – Individuare i bisogni “contaminati” del cliente.

2 – Individuare l’aspettativa fiduciosa del cliente verso il prodotto/servizio.

3 – Creare la soluzione resiliente con i tuoi prodotti/servizi.

Nelle pieghe di questa crisi puoi vedere l’opportunità di conquistare nuovi clienti e fidelizzare quelli che hai attraverso un nuovo approccio di utilità, un nuovo modo di sostenere il cliente.
Oggi le persone hanno ancora più bisogni di prima, hanno bisogno di vivere la propria esistenza dando un senso e costruendo il proprio domani e tu puoi essere utile se sai come farlo e come comunicarlo.

Ho pensato di esserti utile riservando una sessione free di 30’ per te che vuoi migliorare i tuoi prodotti/servizi e vuoi farli arrivare ai clienti.

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Donatella Metelli

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