guardare o vedere donna matura con sorriso

Comprendere l’importanza di osservare la tua realtà come pure la capacità di accettare e accogliere chi sei sono fondamentali.

A tal fine desidero condurti su una riflessione: Guardare non è Vedere, io posso guardare tutto senza vedere niente.

L’azione del guardare è fatta con gli occhi e quella del vedere è fatta dal cervello, che collega quello che sta guardando e lo elabora in modo da dargli un “Significato”.

Chi guarda, osserva… e il più delle volte la sua azione è chiusa in una realtà che va dai suoi occhi al suo cervello dove esistono già delle formulazioni individuali di quello che è la sua realtà, le sue convinzioni, quelle che vengono dette “equivalenze complesse” cioè convinzioni di significato che spiegano un evento o una situazione.

In ogni istante ogni individuo mette in campo tutta una serie di filtri percettivi fatti di cancellazioni, generalizzazioni e distorsioni della realtà che lo portano ad avere una propria individuale interpretazione della realtà che in questo modo diventa la sua personale “mappa”.

Chi invece Vede, osserva, accoglie, percepisce e apre un’azione che va dai suoi occhi in poi verso una realtà che sta fuori dal suo cervello e che, come tale, può subire rielaborazioni e reinterpretazioni volte a capirne meglio il senso.

In altre parole voglio dire che se ti apri al mondo ed eviti di farti manipolare da culture sociali, ambientali e convinzioni di un sistema o di persone che per parentela, vicinanza o affetti ti ruotano intorno, e usi il tuo cervello e il tuo cuore per interpretare la tua vita, riuscirai a vedere mondi che non conoscevi e che sono pronti a mostrarsi a te con aspetti che mai avresti immaginato.

Infatti l’abitudine mentale è nemica del progresso, così come gli schemi sociali e istituzionali che ci vogliono rilegare in gruppi influenzabili per essere meglio manipolati e direzionati.
Se quindi sei abituata a pensare come questa società ci ha indottrinato a fare, che per essere giovani devono esistere quelle specifiche caratteristiche, e per essere belli quelle altre caratteristiche, è ovvio che puoi sentirti a disagio e fuori luogo se invece di avere un viso fresco e senza rughe, osservi i segni dell’età e non li nascondi.
Considera ad esempio che ogni volta che sappiamo di avere un difetto, come può essere un banale brufolo sulla punta del naso, e dentro di noi siamo così focalizzati sul fatto che gli altri lo vedranno, faremo in modo che questa cosa si realizzi veramente e che sarà la prima cosa che gli altri noteranno in noi.

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Siamo fatti di energia, di onde elettromagnetiche, entriamo continuamente in risonanza o in contrasto con tutto ciò che ci circonda, siamo vibrazione pura e trasmettiamo continuamente i nostri pensieri.

Se pensiamo che gli altri noteranno quanto siamo invecchiate o quanto siamo brutte con quel taglio di capelli o con quel particolare vestito, finiremo per essere impacciate e rigide, e le altre persone noteranno proprio quella cosa specifica.

Tutto dipende da cosa guardi, da cosa vedi e su cosa focalizzi la tua attenzione.
Inizia fin da subito a decidere su cosa vuoi posizionare il tuo focus!

Per essere giovane e bella è necessario avere una pelle tirata, labbra carnose e un fisico muscoloso come la nostra società ci propina continuamente?

Vuoi quindi adeguarti a quel prototipo di bellezza, o possiamo essere belle nel modo in cui noi sentiamo di esserlo e per quello che secondo noi sono i canoni della nostra bellezza personale?

Quante volte sarà capitato anche a te di osservare persone veramente brutte che però hanno un carisma e uno charme che mette in secondo piano la loro fisicità e “bruttezza” esteriore. Il loro modo di fare è così affascinante che diventano belle anche se non lo sono.

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Siamo fatti di energia, di onde elettromagnetiche, entriamo continuamente in risonanza o in contrasto con tutto ciò che ci circonda, siamo vibrazione pura e trasmettiamo continuamente i nostri pensieri.

La bellezza autentica è racchiusa in ciò che riusciamo a far passare all’altro ed è diverso ciò che noi guardiamo nello specchio rispetto a ciò che viene percepito dall’altra persona.
Guarda ad esempio quanto appaiono rigide e dubbie le persone che si mettono in posa o si atteggiano in modi diversi quando sanno di essere riprese o fotografate.

La bellezza è rispecchiata dall’altra persona, e anche quando ci guardiamo allo specchio la bellezza nasce dalla relazione con l’immagine che lo specchio ci rimanda.

Nello specchio non trovo la mia espressione, ma la topografia di un volto, non la mia fisionomia, ma dei tratti da cui è difficile ricostruire l’espressione del mio sguardo lo stile del mio aspetto.

Il mio corpo è ciò che divento ogni volta che cesso di ‘abitarmi’, per cogliermi nel momento in cui vivo!

Impariamo quindi a vedere ciò che non è palese e a mostrare quella bellezza autentica che è dentro di noi, impariamo a guardarci allo specchio con amore, a sorriderci e vedere quale immagine inaspettata si mostrerà ai nostri occhi.

Sandra Grazia Carmignani