Con l’inizio di un nuovo anno viene spontaneo chiedersi cosa fare di nuovo o cosa migliorare di noi stesse, nel nostro lavoro o nelle nostre relazioni.
Con la domanda posta in questi termini viene più facile rispondere elencando aspettative, desideri, ambizioni o necessità che vorremmo soddisfare.
In questo modo avvertiamo un senso di direzione o possibili direzioni che ci rendono più chiara la traiettoria, ma accade anche che, pur avendo chiarezza di visione e di direzione, poi non riusciamo a realizzare quello che volevamo, ci accorgiamo nel durante che tutto non è così chiaro e in sequenza.
Donna alla finestra nuovo anno fare spazio al nuovo

Quando questo succede, anche quello che nel frattempo abbiamo concretizzato ha un forte retrogusto di insoddisfazione per qualcosa che ci sfugge, che ci disorienta e non sappiamo individuarne la causa.

Cercare le cause ci porta a ingolfarci ancor di più o a fissare l’attenzione su un “falso problema” perché a domande erronee ci possono solo essere risposte erronee.

Quindi se ci troviamo in questa fase di vita in cui stiamo orientandoci al nuovo la domanda che dovremmo farci è: cosa voglio smettere di fare per fare spazio a qualcosa di nuovo?

Se facciamo un paragone con il nostro guardaroba stagionale, possiamo renderci conto di quanto sia caotico organizzare i capi della stagione nuova mantenendo nel medesimo spazio anche quelli della stagione precedente.

Siamo liberissime di tenere capi che ci piacciono a portata di mano, anche se non sono esattamente indicati per la nuova stagione, ma averli a portata di mano ci potrebbe ispirare qualche abbinamento insolito in cui però ci sentiamo tanto bene.

Nello stesso tempo se nel medesimo spazio di guardaroba che usavo nella stagione precedente cerco di inserire i capi della nuova stagione, probabilmente il poco spazio e la confusione mi renderebbero più difficoltoso il loro utilizzo o la scelta del migliore abbinamento.

Prendendo spunto da un altro habitat della casa, quindi prendo spunto dallo spazio della cucina, per raccontarvi cosa a volte mi capita con la mia dispensa.

A volte, per sentirmi sicura di tutto ciò che mi serve per organizzare un invito o un festeggiamento, faccio qualche scorta in più, in particolare di farine di vario tipo per varie necessità.

Quando mi sono accorta che l’eccesso di scorta poteva compromettere l’integrità del prodotto, penso che sappiate come facilmente nelle farine si formino piccoli insetti se le temperature non sono basse, e, dopo aver buttato nell’umido diverse volte farine contaminate, ho preso una decisione: non fare scorte inutili di prodotti a rischio di contaminazione e nel contempo nuove modalità di conservazione.

La soluzione è stata riduzione di quantità e introduzione di nuove modalità che mi ha aiutato a non buttare più via questo tipo di prodotto.

Ridurre la quantità ha significato fare una scelta di acquisto più corrispondente alla necessità reale e non a soddisfare una sensazione personale, nello stesso tempo conservare con contenitori più adatti ed in luoghi più freschi mi ha aiutata a gestire meglio quello che avevo a disposizione, quindi se anche non avevo per esempio una farina di un certo tipo per una certa ricetta: cambiavo il tipo di portata da preparare.
Vorrei portare questa tecnica anche per organizzare meglio i nostri obiettivi per il nuovo anno che potrebbe rappresentare il momento in cui si decide cosa voglio mettere di nuovo nella mia vita, nella mia professione e nelle mie relazioni.

A questo punto potrei chiedermi: cosa ho “buttato via” o ho “lasciato irrealizzato” dell’anno passato?

Se voglio fare spazio nella mia mente, come per la dispensa della cucina, devo fare una sorta di pulizia di cosa è stato o cosai sarà inutile in questa nuova fase.

C’è qualcosa che mi piacerebbe riformulare di quello che non ha funzionato nell’anno precedente?
C’è qualcosa di cui mi “posso liberare” perché non mi è più utile continuare a farlo?

Queste due “magiche domande” ci possono guidare a fare quella sistemazione del nostro guardaroba/dispensa mentale.
Se non siamo riuscite nei nostri intenti potrebbe dipendere da una modalità che abbiamo utilizzato e quindi non si tratta di buttare tutto, ma di cambiare il funzionamento di qualcosa. Per esempio se si ha un progetto personale che fa fatica a decollare, probabilmente il confronto con altri o la raccolta
di feedback ci potrebbero orientare a prendere in considerazione qualcosa che prima abbiamo tralasciato.

Quando invece ci si rende conto che quello che in parte faccio non è più così utile perché sto cambiando il mio focus, come per il guardaroba, tolgo quello che mi occuperebbe spazio inutilmente perché non più adatto alla nuova stagione, o meglio all’attuale focus.

Liberare spazio, oltre a rendere più facile organizzare pensieri e azioni, rende più chiaro cosa c’è in campo e non si devono fare troppe “prove di out- fit” per individuare la direzione che abbiamo deciso di prendere.

Ora può in primo momento sembrare irritante o fuorviante, ma fare una lista di ciò che vogliamo smettere di fare è l’apripista per creare lo spazio al nuovo.

Potremmo fare fatica a trovare esattamente cosa smettere di fare, ci può aiutare ricordare cosa abbiamo fatto l’ultima settimana lavorativa e individuare “le perdite di tempo” o “le cose che non hanno funzionato” o “quello che abbiamo compreso non ci piace fare” per formulare le prime azioni che vorremmo togliere dalle nostre abitudini, ossia quei gesti automatici e consueti che ripetiamo senza che impattino in ciò che desideriamo, soprattutto in quel nuovo habitat che vogliamo realizzare nel nuovo anno.

Oltretutto potremmo accorgerci in corso d’anno di alcuni aspetti in cui non vogliamo ricadere.

Per questo esercizio può essere utile lo strumento agenda che, semplificato per questo scopo, rende più facile creare in ogni mese la lista di cosa si decide di smettere di fare e la lista degli obiettivi mensili, o più a lungo termine, e seguirne lo sviluppo di mese con mese.

L’uso di uno strumento agenda in formato essenziale, quindi per “i capi di stagione” e “gli ingredienti” del menù che si decidono mano a mano nei vari mesi dell’anno potrà aiutare ad avere una visione più chiara nel durante e quindi di farci correggere il tiro come è successo con la mia dispensa di farine.

Cliccando sull’immagine a fianco si può scaricare e stampare il pdf.

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Donatella Metelli