donna di fronte al sole con braccia alzate
Oggi più che mai, di questa modalità di pensiero, ne vediamo gli effetti più sconcertanti e desolanti.
Fino al 2019 quando parlavo di prevenzione, stile di vita salutare e tutto ciò che era connesso al prendersi cura di sé per ispirazione piuttosto che per disperazione capitava di sentirmi rispondere: “Tanto di una morte bisogna pur morire, non siamo eterni”.

Ogni volta che sentivo queste parole, mi si accapponava la pelle, non ci potevo credere che alcune persone la pensassero in questo modo.

Ma a ben vedere non è poi così strano. Con gli anni avendo conosciuto tante persone ho scoperto che ci sono individui che tra i loro primi valori non hanno la salute o la cura di sé; per loro il benessere fisico e mentale è l’ultimo dei pensieri perché hanno altre priorità.

“Per me è più importante avere successo nel lavoro, piuttosto che avere un corpo agile, sano” “Per me è più importante essere riconosciuta a livello sociale piuttosto che perdere tempo a cucinare” “Per me è più importante la cura della mia famiglia che la mia” mi sono sentita dire tante volte.

Certamente nessuno ha il diritto di giudicare i valori di nessuno, il mio rammarico è che conoscendo come agisce Madre Natura, essa si sa, prima o poi passa a riscuotere il conto, che in alcuni casi è molto salato.

Ci sono persone particolarmente fissate per la salute e la forma fisica tanto che effettivamente a volte forse esagerano ma infischiarsene completamente pretendendo poi che un perfetto estraneo ci salvi la vita, penso sia poco saggio e molto pericoloso.

È utile ricordare checché se ne dica che la medicina non è una scienza esatta come la matematica, i greci ai loro tempi la annoveravano tra le Arti e ancora oggi è così.

Se per curiosità volessi fare una ricerca vedrai che nel lungo elenco delle scienze, la medicina non è menzionata.

E oggi più che mai di questa arte ne stiamo vedendo tutte le manifestazioni possibili, ognuno la sta interpretando come più gli sta piacendo.

Il buon senso in alcuni casi è sparito a beneficio di altri valori.

Un tempo davo per scontato che se una persona esercita una certa professione, deve assolutamente essere coerente, capace, perfetta…

Poi con il passare del tempo e con l’esperienza diretta mi sono resa conto che l’essere umano è soggetto ad umori e stati d’animo e che non è una entità staccata dal professionista che esercita la propria professione.

A nessuno credo farebbe piacere finire tra le mani di un medico o un infermiere che ha appena ricevuto una brutta notizia o che sta ricevendo pressioni di varia natura.

Ricordiamoci che non tutti hanno la capacità di lasciare i problemi a casa e di portare sempre con sé etica e buon senso, e questo credo che ognuno di noi lo abbia constatato in ogni ambiente di lavoro, dalla cassiera del supermercato al professore, dai colleghi di lavoro al capufficio, etc.

Perché sfidare la sorte?

Che senso ha sperare che nulla ci accada continuando ad andare contro natura mangiando e bevendo in modo poco saggio oppure stando seduti davanti alla televisione piuttosto che stare all’aria aperta, o prendendo sempre la macchina piuttosto che fare della sana attività fisica come una semplicissima camminata?

Perché sperare quando possiamo decidere di imparare cosa e come fare in autonomia per prenderci cura di noi giorno dopo giorno?

Ricordiamoci che madre natura tra le sue regole ne ha una in particolare che ci ricorda il naturalista francese Jean-Baptiste de Lamarck ovvero che “La funzione crea l’organo”, da questa frase si evince che se una cosa non la usi ti viene tolta.

Prova a tenere il gesso per un mese e vedi che fine fa il tuo muscolo. Letteralmente scompare e poi sai che fatica riportarlo alla dimensione e al tono iniziale?

Parlo per esperienza, non per sentito dire.

Quindi perché scavarci la fossa da soli, continuando ad aspettare che qualcosa accada, però nel frattempo chi se ne importa, tanto le cose capitano sempre agli altri?

Conosco 2 donne meravigliose che da quando le frequento sono sempre a dieta, nel senso che ogni volta che ci vediamo mi raccontano che hanno cominciato la dieta… Sono passati 20 anni e la solfa è sempre la stessa: fanno la dieta, calano con sacrificio di 4/5 kg e poi li rimettono sue sono punto e a capo anzi stanno peggio di prima perché la frustrazione e il malessere fisico si accumulano.

Ogni volta che le sento dire che sono a dieta mi viene lo sconforto, perché io sono lì a godermi tutte le cose buone che prepara la loro mamma senza preoccuparmi delle porzioni e loro sono lì a contare le calorie.

Vent’anni di tira e molla con il solo risultato di essere più cicciotte che mai, tristi e con un sacco di problematiche accessorie tipiche di chi è in sovrappeso.

Ma la cosa più incredibile è che in ogni occasione mi sento ripetere: “Tu sei fortunata!” e io rispondo:

“Io non sono fortunata, ho semplicemente studiato e metto in pratica quotidianamente, e vi ho spiegato mille volte come si fa, ma voi preferite pensare che io sia fortunata” e ognuno è il risultato di ciò in cui crede.

Più di vent’anni di fortuna non sono credibili… ci deve per forza essere dell’altro!

Infatti non si tratta di fortuna, si tratta di metodo, disciplina e pratica.

Il pensiero a breve termine ha effetti di breve durata e porta al fallimento assicurato, e questo vale anche per le aziende.

Ci sono aziende infatti che pensano solo a far quadrare i conti per far guadagnare gli azionisti infischiandosene di chi effettivamente fa guadagnare la società. Il loro destino così pensando è segnato e non lo dico io, lo dicono le statistiche.

Lo stesso vale per la salute. Non si può pensare di rimettersi in forma solo in vista della prova bikini, o per il giorno del proprio matrimoni, l’aspetto estetico è solo un piccolo aspetto di quello che sta avvenendo all’interno.

Non si può pensare di godersi la vita ragionando a breve temine facendo scelte che appagano il momento ma minano il proprio futuro.

Il punto è che non è tanto se questo futuro è vicino o lontano, il fatto è che quando poi il problema si manifesta… lì son dolori soprattutto se capiti nelle mani sbagliate. E non parlo per sentito dire!

È appena successo a dei miei parenti che hanno preferito attendere il problema piuttosto che prevenire il problema e poi sono finiti nelle mani di chi non ha tenuto fede al giuramento di Ippocrate e cosa è successo?

È successo che ora non ci sono più ed hanno lasciato questo mondo in un modo che non si augurerebbe neanche al proprio peggior nemico. Ed ora tutti piangono.

Ma perché bisogna arrivare a questo?

Purtroppo ci hanno insegnato che bisogna delegare la nostra salute a chi ne sa più di noi, e questo da una parte potrebbe avere senso, tuttavia io ho capito per esperienza diretta che: “Nessuno all’ infuori di te può prendersi cura della tua salute meglio di te!”

So che per alcuni può sembrare assurdo e potrebbe dire: “Non ho le conoscenze, non ho le competenze…”

È vero che non ne sappiamo come chi ha studiato per cinque anni medicina, tuttavia nessuno più di noi può sapere cosa ha mangiato, bevuto, pensato, vissuto, sentito, etc.

Non dico che da soli dobbiamo essere in grado di farci un’operazione chirurgica, ma abbiamo il dovere di evitare con tutte le nostre forze di finire sotto i ferri e questo dipende da noi a meno che non ci finisca un vaso di fiori sulla testa.

Non è più il tempo di delegare la nostra salute e la responsabilità verso la nostra salute a terzi.

È giunto il tempo che ognuno si prenda le proprie responsabilità in merito a questo tema ognuno in base alle proprio possibilità.

Il grande Totò diceva:

“Nessuno nasce imparato!” e nessuno ci vieta di imparare.

La salute come la legge non ammette ignoranza e in questo ultimo anno e mezzo questo detto vale più che mai.

La pigrizia e l’ignoranza (dal verbo ignorare) hanno portato al delirio che stiamo vivendo in questi mesi.

Chi si è preso cura della propria salute, del proprio sistema immunitario giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, con piccole ma costanti azioni quotidiane, non teme ciò che sta accadendo alla maggioranza perché sa di avere un esercito agguerrito dentro di sé pronto a proteggerlo. Ne è certo perché se ne è preso cura personalmente e con costanza.

Con ‘personalmente’ intendo che ha deciso di agire per ispirazione, ha agito in modo pro-attivo, indagando, chiedendo a chi già sa come si fa, scoprendo, provando…

Un proverbio dice: “Quando si tratta della tua salute… Non sperare di avere + fortuna, spera di acquisire + conoscenza!

A tutti fa piacere sapere che i pompieri della propria città si allenano ogni giorno per essere sempre pronti in caso di bisogno pur sapendo che di quel bisogno potremmo non avere mai bisogno.

E come mai la maggior parte di noi non mantiene il proprio esercito di pompieri costantemente allenato, caso mai ce ne fosse bisogno?

Come mai la maggior parte delle persone arriva a 40 anni e si lamenta dei rotolini, della vista, della pressione alta, del colesterolo, che non digerisce più la peperonata alla sera come un tempo?

Non è una questione di età come ci dice il medico, è una questione di incuria, di ignoranza e pigrizia.

Il corpo invecchia non per il passare dagli anni ma per come lo tratti durante gli anni!

Vale per le macchine, gli elettrodomestici e i palazzi vuoi che debba essere diverso per noi?

Io per esempio per mancanza di conoscenza e costanza faccio puntualmente appassire il basilico.

Certo le piantine potrebbero non essere proprio sanissime al momento dell’acquisto, ma non posso esimermi dal prendermi la responsabilità di questa moria.

Quando mi prenderò la briga di studiare come ci si prende cura delle piante di basilico così come ho studiato come prendermi cura di me e di chi si affida alla mia giuda allora il mio basilico sarà rigoglioso, come la nostra salute, e potrò finalmente prepararmi un bel pesto profumato.

Fino ad allora… Per il bene del basilico… Non regalatemi più piantine, grazie!

Oggi anche tu puoi essere l’artefice della tua buona salute, non è facilissimo se la concezione è quella che tu non sai niente e il tuo medico sa tutto, ma non è impossibile se c’è la volontà di evolvere ciò in cui si crede e poi capire, comprendere, sperimentare e vivere.

Non è impossibile, ci vuole solo un po’ di pazienza. Tutto è difficile prima di diventare facile…

Se la maggior parte di noi si fosse presa cura di sé in tempi non sospetti, probabilmente non avremmo vissuto l’emergenza che ancora stiamo vivendo per mancanza di posti letto negli ospedali.

Se noi ci prendiamo più cura di noi diamo meno lavoro a chi è preposto a farlo e così ognuno nel suo piccolo contribuisce al benessere proprio e di tutta la comunità generando un’economia della salute virtuosa.

Fino a ieri si andava dal propio medico e al pronto soccorso per ogni sciocchezza, sciocchezza che in quanto piccola poteva essere sotto il nostro completo controllo.

Una volta mi ricordo che andai al pronto soccorso per una botta al ginocchio…

Ricordo ancora le parole illuminati del radiologo: “Signorina, avrebbe dovuto venire qui solo in caso di ginocchio aperto.”

E aveva ragione perché facendo 2 conti, io mi sono beccata delle radiazioni inutilmente, visto che non avevo nulla, e nel frattempo chi era veramente grave ha dovuto aspettare.

Da quel giorno sono passati vent’anni.

Benedetti i medici e chi li ha inventati… ma usiamoli solo quando è proprio necessario, per tutto il resto basti tu.

Se vuoi saperne di più sui primi passi da fare per cominciare a prenderti cura di te con maggiore consapevolezza, per non essere più vittima delle circostanze o aspettarti di avere fortuna, ti invito a scrivermi un messaggio su: https://www.facebook. com/PurEnergyLifeStyle, con piacere ti indicherò la via per diventare leader della tua salute e del tuo benessere e diventare un esempio coerente e luminoso per te e le persone intorno a te.

Simona Scarano