Donna alla finestra con sguardo verso l'alto
Ad ognuna di noi prima o poi è arrivata questa domanda: di cosa mi piacerebbe occuparmi?
Spesso a questa domanda rispondiamo con: “non è ancora il momento per pensare a questo” oppure “magari potessi scegliere!” o ancora “non lo so!?”, in ogni caso il più delle volte non troviamo la risposta o rimandiamo o bypassiamo.
Siamo sempre prese nelle vicende quotidiane, nelle commissioni, nell’organizzare i tempi per ogni ambito di vita, un pò sempre in corsa, soprattutto con noi stesse.

Sì il nostro peggior cronometrista siamo proprio noi stesse, vogliamo riuscire a fare tutto quello che abbiamo in programma, tutto quello che nel frattempo ci capita e riducendo sempre di più lo spazio per tirare un sospiro profondo, per gustarci qualcosa che ci piace del nostro quotidiano.

Probabilmente non tutti i giorni sono così, ma se ci riflettiamo, quando ci abituiamo ad un certo ritmo, ad una certa routine, ad alcune abitudini che non sono proprio ciò che ci farebbe stare meglio, ecco che scordiamo che sta a noi decidere come vogliamo impiegare il nostro tempo.

Certamente gli impegni presi, le emergenze o le richieste inaspettate non possono essere disattesi.

Possiamo invece mettere in conto di crearci degli spazi a doc per alcune questioni tra noi stesse e ciò che stiamo agendo.

Ecco qui lo spunto per uno spazio per fare qualche riflessione sul lavoro ideale. Per lavoro non intendo per forza un’occupazione lavorativa, potrebbe anche essere una passione come hobby, come interesse da approfondire, o qualsiasi spunto che ci porti a scegliere come sviluppare una attitudine, o meglio, un sogno, che abbiamo dentro noi stesse.

Talvolta il sogno giovanile di una ideale attività, si frantuma per incidenti di percorso, altre volte il sogno svanisce perché subentra qualcosa che ci coinvolge con nuove prospettive, oppure lo scordiamo dopo aver direzionato la nostra vita verso qualcosa di diverso, magari non sempre meglio, ma che è diventata la nostra vita.

Riflettere quindi sulla questione non significa svalutare noi stesse, anzi, se ci siamo ritrovate a dover occuparci di qualcosa nostro malgrado, significa aver sviluppato grande forza di volontà o comunque grande flessibilità.

Il riflettere insieme su quale o quali possono essere i nostri sogni nel cassetto, ci può fare ricredere rispetto all’idea che abbiamo di noi stesse e forse di scegliere oggi come vogliamo agire rispetto a qualcosa che abbiamo messo da parte per un pò di tempo.

In questi ultimi mesi, ho ricevuto alcune richieste di donne, super impegnate, che, per svariati motivi, sentivano di voler fare qualche cambiamento e, lo spazio creato per fare uscire il sogno dal cassetto, è stato per loro molto utile .

Voglio condividere con voi questo strumento per, come quando in cucina ci procuriamo l’utensile adatto per una nuova ricetta, poter mettere a disposizione, per quando sarà il momento, o anche adesso subito se non vogliamo scordarlo un’altra volta, un tool per aprire i nostri sogni accantonati.

Ora mi rendo conto che possa sembrare un pò fiabesca tutta la questione, e probabilmente può sembrare un approccio fantasioso a questioni che sono molto serie.

Quando per esempio si soffre di stress per una situazione di lavoro pesante, quando ci sentiamo imprigionate in una routine di impegni che non possiamo demandare, quando altre preoccupazioni come quelle riguardanti la salute nostra o dei nostri cari, e ancora per tanti altri motivi di pari se non maggiore importanza, non è certamente una soluzione fantasticare su qualcosa di idilliaco, dobbiamo prima di tutto fare i conti con la realtà.

Dobbiamo anche considerare che spesso la realtà può diventare più o meno pesante anche in funzione di come ci sentiamo dentro.
Se prendiamo un atleta, che si prepara per una gara, sicuramente durante gli allenamenti e tanto più durante una gara, la sua condizione non sarà di massima distensione o di sensazione di pace, infatti per dare il meglio di sé è necessario un forte impegno psic0-fisico, una grande forza di volontà e uno sforzo muscolare-mentale per concludere bene la sua prestazione.

L’atleta riesce ad affrontare tutto questo grazie alla sua grande motivazione, al motivo che lo porta a fare quello che fa, a quel sogno che ha fatto uscire dal suo cassetto.

Dunque se abbiamo un motivo forte per fare ciò che facciamo, la fatica, le preoccupazioni e il peso, diventano meno impattanti in quello che stiamo facendo, ossia siamo così concentrate nel fare ciò che desideriamo, che sentiamo meno tutto il resto.

Sicuramente ognuna di voi ha potuto sperimentare questo quando per esempio abbiamo fatto qualcosa per qualcuno che amiamo, quando siamo riuscite a esprime i nostri talenti, quando quello che abbiamo fatto viene riconosciuto anche dagli altri

Chissà perché tutto quanto prima sofferto lo scordiamo.

Per chi ha avuto figli il parto è una delle esperienze emozionali correttive più incisive nella nostra vita, è emblematico come la maggior parte delle donne non sente più dolore alla vista del nascituro pur essendo ancora sul lettino in sala parto con il corpo ancora in forte trauma e tensione.

Quindi la natura stessa ci insegna che nel dolore più forte, quando il motivo che abbiamo dentro è di pari se non di maggior importanza, il resto non è così influente.

Ecco che se troviamo il nostro motivo forte, il nostro sogno nel cassetto, anche solo quella passione/interesse che per noi è importante, quel talento che sappiamo o scopriamo di avere, potremmo accorgerci che possiamo agirlo maggiormente nella nostra vita se lo stiamo trascurando, possiamo iniziare a creare uno spazio-tempo per qualcosa che abbiamo tralasciato, possiamo decidere di non dedicare del tempo a qualcosa non così importante per dedicarlo a qualcosa che ci dà soddisfazione, sensazione di piacevolezza e magari ci fa riscoprire la gioia che possiamo avere nella nostra vita.

Nelle situazioni particolarmente “pesanti”, quando iniziamo a concederci qualcosa, stiamo dicendo a noi stesse che valiamo, e questo non fa altro che rafforzare la nostra autostima e aumentare la fiducia in noi stesse.
Anche piccole decisioni, piccole nuove preferenze “tutte per noi” possono diventare tappe di un percorso di miglioramento della nostra vita e di conseguenza anche dei nostri cari che sono i primi a beneficiare della nostra gioia o riscoperta.

Come possiamo creare questo spazio?

Iniziamo con un piccolo esercizio con cui scoprire le nostre attitudini, i nostri talenti e magari, chissà, anche il nostro sogno!

Qui sotto sopra trovate il link per accedere e, se lo volete potrete scrivermi le vostre riflessioni, eventuali domande o approfondimenti per utilizzare al meglio quello che avete riscontrato nel farlo scrivendo a: info@professionepassione.it.

Donatella Metelli