emozioni donna bionda occhi azzurri

“Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare.
E sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare un sottile dispiacere.
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire dove il sole va a dormire.
Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore…
E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire.
E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me ma nella mente tua non c’è…
Capire tu non puoi. Tu chiamale se vuoi Emozioni…”

Quanta armonia nelle parole di questa canzone di Battisti e Mogol. Pura poesia che esprime quell’intrecciarsi di emozioni che nascono dall’osservare il mondo, dall’ascoltare i nostri sentimenti, dal relazionarsi con gli altri.

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Cosa c’è scritto in queste righe?
Anche solo delle righe fatte di simboli conosciuti ma in successioni per noi incomprensibili ci destano emozioni…Stupore, divertimento, fastidio, ecc.
Ogni momento della nostra giornata è costellato da emozioni che, in positivo o in negativo, ci portano a certe reazioni e a certe relazioni.

Le emozioni hanno destato grande interesse fin dall’inizio della psicologia, con numerose teorie, sottolineandone l’importanza nella nostra vita sociale.
Le emozioni sono considerate basilari per la sopravvivenza e per la tipologia di relazioni, e quindi di integrazione sociale, che sviluppiamo nel corso della nostra vita.

Per la Sopravvivenza in quanto siamo portati ad affrontare o scappare da un pericolo o per lo meno a captare se le situazioni che stiamo affrontando sono sicure o meno.

Per le Relazioni in quanto la nostra consapevolezza e relativa gestione delle nostre emozioni, insieme alla consapevolezza e alla nostra risposta alle emozioni degli altri, ci porta ad interagire con gli altri in modo empatico e accogliente o aggressivo e di contrasto e di conseguenza determinando una socialità positiva o un possibile isolamento sociale.

emozioni espressioni facciali donna bionda

In questo periodo dove la paura, indotta dalla situazione contingente legata al coronavirus, ci costringe a sottostare a cambiamenti repentini di vita, ci porta a vivere emozioni contrastanti.
Trovandomi in stazione a Milano, il lunedì in cui sono iniziate le costrizioni (con la chiusura di aree presumibilmente contagiate e l’ordinanza di chiudere tutti i luoghi sede di aggregazione), determinando uno scombussolamento dei viaggi in maniera consistente, mi sono fermata a sentire l’atmosfera pesante della paura, dell’incognito, dello stupore, del disagio di tante persone che si ritrovavano treni cancellati o in ritardo dai 60 ai 240 minuti. E per quanto volessi estraniarmi da queste emozioni, e mantenere la lucidità, me ne trovavo comunque influenzata per la stranezza della situazione che si stava presentando.

Questo è un piccolo esempio che mi ha confermato quanto le emozioni siano importanti per noi, quanto condizionano i nostri atteggiamenti, le nostre scelte.

 E se non ne siamo consapevoli spesso ci portano su strade sbagliate o a non avere le relazioni che vorremmo, fino a rimanere succubi del contesto che viviamo.

Il film “Inside Out” della Disney Pixar, che consiglio di vedere a chi non l’avesse visto, mostra in chiave cartoon, divertente con un poco di drammaticità, come le emozioni a volte si impossessino di noi senza che ce ne rendiamo conto.
Ci mostra le “parti operative” delle diverse persone (uomo, donna, bambini) e oltre a permetterci di vedere i diversi punti di vista, i pensieri che passano per la testa, ci aiuta anche a capire le diverse emozioni nel loro entrare in maniera a volte violenta nelle nostre vite, con le conseguenti reazioni di chi ci sta di fronte.

Ci permette inoltre di capire i vari profili delle persone, delle scelte che porta a fare la tristezza, piuttosto che la felicità, la rabbia piuttosto che la paura.

emozioni espressioni facciali donna bionda

Questa storia, tenera e coinvolgente, sottolinea l’importanza delle emozioni, e come ci possono portare nei problemi, se non ne siamo consapevoli.

Ci insegna anche che solo un equilibrio fra le nostre emozioni, ci permette di vivere una vita, appunto, equilibrata.
Ci deve essere la gioia che nel film cerca di tenere lontana la tristezza nella crescita di Riley, la bimba protagonista, e solo alla fine si rende conto che tra loro ci deve essere collaborazione.
Se provo solo gioia senza un minimo di tristezza molto spesso non saprò comprendere certe situazioni o relazioni, non potrò essere di supporto a una persona nella tristezza perché non la saprò comprendere. E viceversa. E solo assaporando tutte le emozioni nel modo giusto potrò usarle come una sinfonia.

Per la realizzazione di questo cartone animato è stato interpellato il Dr Paul Ekman, uno dei più importanti e influenti psicologi degli ultimi decenni, che ha dedicato quasi tutta la sua carriera allo studio delle emozioni.
Ne sono state definite diverse classificazioni e quella del Dr Paul Ekman che individua come primarie Gioia, Sorpresa, Disgusto/Disprezzo, Rabbia, Paura, Tristezza, è la più riconosciuta.
Ekman, grazie ai suoi studi approfonditi ha potuto dimostrare come le espressioni facciali delle emozioni, siano comuni in tutto il mondo. Ciò sottolinea che sono innate e vengono generate universalmente, anche se vissute in un modo profondamente soggettivo.

Ultimamente si parla di intelligenza emotiva, e di come sia indispensabile insieme all’intelligenza razionale, per permetterci di vivere una vita in cui ci realizziamo e siamo felici.
La nostra attitudine emozionale ci permette infatti di utilizzare al meglio le nostre capacità intellettuali.
Quindi più viviamo il piano emozionale, in maniera consapevole e siamo in grado di gestirlo, maggiormente entreremo in sintonia con gli altri, con relazioni sane e costruttive.

E cosa significa questo esattamente? Perché non sempre è così facile?
Le emozioni partono da dentro, a volte non le sappiamo controllare. Ci lasciamo abbattere ad esempio dai nostri fallimenti che ci portano stati di tristezza che possono sfociare in depressione, se reiterati. Oppure situazioni e persone entrano in contrastano con noi e ci cresce quel qualcosa dentro, come un vulcano attivo, e ci troviamo rabbiosi e ad aver detto o fatto cose che non avremmo voluto.

Oppure ci lasciamo prendere dalla paura e ci ritroviamo a non affrontare persone, situazione, lavori, ecc. e rimaniamo immobili.

Questi solo alcuni esempi di come le emozioni possono influenzare i nostri comportamenti se non le riconosciamo e non le sappiamo gestire.

Abbiamo finora parlato delle emozioni primarie, quelle come detto comuni in tutto il mondo, quelle più viscerali e immediate, vi sono poi quelle complesse che si sviluppano in base alla nostra storia, al nostro relazionarci in famiglia prima e con gli estranei poi. Quelle legate a come ci valutiamo, come vergogna e orgoglio, la soddisfazione o insoddisfazione, i sensi di colpa.

Emozioni che proviamo in relazione agli altri come amore o odio, pietà, invidia o gelosia. Oltre a meraviglia, ammirazione, malinconia, solitudine, ansia e molte altre ancora.

emozioni espressione donna bionda

Le emozioni, dal latino e-movere, sono quel qualcosa che ci fa muovere.

Sono vitali, danno colore alle nostre giornate, ci fanno agire, ci portano come detto a relazionarci con gli altri, danno l’energia alla motivazione.
Quindi se le conosciamo e le usiamo al meglio, possiamo muoverci verso i nostri obiettivi di vita e possiamo avere una vita sociale soddisfacente.

E come fare?
Come prima cosa dovremmo individuare cosa muove i nostri passi.

Troppo entusiasmo o troppa paura?
Il primo potrebbe non farci vedere i pericoli, la seconda potrebbe farci vedere solo i pericoli.

Che cosa guida le nostre relazioni?
La vergogna o l’orgoglio?
La prima ci porta a nasconderci, il secondo porta a nascondere gli altri.

Le emozioni oltre a farci reagire in un modo o nell’altro ci portano anche a dare una connotazione ai nostri ricordi. Sappiamo che la memoria è sostenuta dalle emozioni e avremo un ricordo più vivido se quel vissuto è stato accompagnato da sensazioni forti.

Capite quindi che le nostre emozioni hanno anche questo potere di valutazione su noi stessi, sia nel come ci muoviamo in una determinata situazione, sia nel come l’archiviamo e quindi la riportiamo poi nella nostra mente.

Quindi un evento di varia natura ci coinvolge, il nostro organismo si attiva e vengono determinate delle risposte.
Si crea in noi un disequilibrio che necessitiamo riportare in equilibrio.
E da qui nasce la nostra reazione, a volte automatica e senza controllo.

albero rispecchiato nell'acqua

Vi riporto la storia del Samurai e del Maestro Zen, così come trovata in un testo universitario sull’argomento

Un giorno un valoroso Samurai incontrò il saggio Maestro Zen e ne approfittò per chiedergli quale fosse la differenza tra il Paradiso e l’Inferno.

Ma il maestro Zen espresse il suo disappunto e si rifiutò di rispondere a tale quesito, motivandolo in questo modo:
“Non ho tempo da perdere con domande banali e insignificanti. Ho cose molto più importanti da fare.”

Allora il Samurai andò su tutte le furie per la collera e incominciò a urlare e a prendersela con tutto quello che gli capitò sotto mano, in preda alla più grande agitazione.

Allora il Maestro Zen intervenne per dire:
“Ecco, questo è l’inferno…”

Il Samurai si calmò subito e capì l’intento del Maestro e fu proprio allora che il Maestro disse:
“…e questo è il paradiso”.

Questa storiella, illuminante, ci fa capire ancora di più come essere consapevoli delle nostre emozioni è la strada che ci porta a capire noi stessi e gli altri.

Tornando all’importanza di comprendere gli altri, sappiamo che esercitare l’empatia ci permette di entrare in sintonia con le persone e di avere migliori scambi personali e la migliore comprensione degli altri nasce, in primo luogo. dalla comprensione di noi stessi.

In questo ci vengono in aiuto due aspetti: i neuroni specchio e la possibilità di leggere le espressioni facciali e posturali.

I neuroni specchio ci portano a condividere in maniera quasi intima ciò che le persone di fronte a noi fanno e in parte sentono. Quando guardiamo una persona che fa un movimento, nel nostro cervello si attivano gli stessi pattern che si attivano nel suo cervello. Questo ci permette di metterci su un piano molto vicino a quello degli altri.
Consapevoli di questa funzionalità, possiamo sintonizzarci in maniera più empatica con le persone.

emozioni empatia neuroni specchio

Esiste poi tutto l’aspetto energetico che emaniamo e che emanano gli altri che ci dà una sensazione di benessere o di malessere.
E questo è un argomento già trattato e che meriterebbe molti altri approfondimenti, che ora, per problemi di spazio non stiamo a fare, anche se sicuramente il nostro stato energetico influenza in maniera profonda le nostre vite.

Tornando alle nostre risposte alle emozioni, possiamo evidenziare come queste si manifestino a livello corporeo: molto evidenti sono le espressioni facciali che ci permettono di capire in un microsecondo cosa prova la persona di fronte a noi. Il Dr Ekman ha sviluppato un sistema (FACS Facial Action Coding System) che permette di analizzare ogni singolo muscolo facciale, ogni piega che si forma sul nostro viso, ogni minimo spostamento di labbra, occhi, naso ecc. per riconoscere un’emozione.

Tra gli innumerevoli esperimenti svolti, ha provato lui stesso a cercare di sopprimere le risposte facciali automatiche con il risultato di provare una sensazione di disagio e malessere.
Per questo motivo nelle sessioni psicologiche, di couseling, di coaching e di mediazione è indispensabile poter osservare il paziente/cliente, in quanto la risposta emotiva non verbale è molto più importante delle parole stesse.

E questo è il secondo strumento che abbiamo per comprendere le persone ed entrare in empatia con loro. Possiamo andare oltre le loro parole e leggere oltre le parole stesse. Questo ci porta ad una maggiore riflessione per una interpretazione globale della comunicazione dell’altro e verso l’altro.

Quindi come in tutti gli aspetti che ci riguardano, siano relazioni, salute o altro, per il nostro benessere è necessaria la nostra più profonda consapevolezza.
Nel caso delle emozioni possiamo iniziare ad osservarci e a chiederci: Perché ho reagito in questo modo?
C’era paura? C’era vergogna o orgoglio? E per quale motivo c’era questa emozione? Come posso fare per riconoscerla sempre più spesso e gestirla al meglio?
E se le emozioni colorano la nostra vita, impariamo a dar loro un colore.

Nel film Inside Out, così come riconosciuto in altri studi, si trova una similitudine a livello di colori. Il giallo è il colore della gioia, solare e pieno di energia; la tristezza è un blu chiaro, un colore che ricorda a volte la malinconia; la rabbia è il rosso, quel fuoco che si accende dentro ed esplode con tutta l’energia del rosso; il disgusto verde come i broccoli… ah ah; la paura grigia, in effetti la paura tende a bloccare tutte le altre emozioni togliendo colore ed energia.
Conoscendo l’importanza dei colori nella nostra vita, un altro strumento in nostro aiuto potrebbe essere proprio quello di colorare le nostre emozioni magari quelle che controlliamo meno, modulandole e controllandole.

Consapevoli delle nostre emozioni possiamo così viverle per un nostro maggiore equilibrio, per il nostro benessere sociale e generale.

Abbiamo preparato per te un esercizio che ti permetterà di cimentarti a gestire e trasformare le tue emozioni.

emozioni e colore con pennelli colorati
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