ManRayTrust
Man Ray, Lee Miller, 1930 ca, © Man Ray
In questo numero vogliamo citare due appuntamenti significativi per la fotografia al femminile: il primo di carattere storico con la mostra di Lee Miller insieme a Man Ray a Palazzo Franchetti di Venezia fino al 10 aprile 2023; il secondo riguarda la XII edizione di Milan Image Art Fair presso Superstudio Maxi di Milano dal 23 al 26 marzo 2023.

La fotografia di Lee Miller “Preferisco fare una foto che essere una foto” (Lee Miller)

Modella, fotografa, musa, reporter di guerra, icona del Novecento. L’americana Lee Miller è stata tutto questo e molto di più, in mille vite vissute con passione e libera intraprendenza. La mostra intende rendere giustizia a questa fotografa dalla bellezza travolgente e dal dirompente talento artistico, al suo rapporto d’amore e professionale con Man Ray, sovente si dimentica infatti che fu lei a scoprire e a trasmettergli la tecnica fotografica della solarizzazione che Man Ray adottò come firma artistica per la quale si contraddistinse.

L’esposizione, curata da Victoria Noel-Johnson, presenta circa 140 fotografie di Lee Miller e di Man Ray, alcuni oggetti d’arte oltre a contributi video nella prestigiosa ed esclusiva sede di Palazzo Franchetti a Venezia in un percorso che si dipana in un racconto che parte dalla vicenda umana e artistica di Lee Miller, come modella e musa negli anni Venti quando incontra il famoso editore Conde Nast che la rende modella di Vogue, agli anni parigini in cui lavora con il celebre fotografo di moda George Hoyningen-Huene rendendo immortali alcuni suoi scatti, per giungere al cuore dell’esposizione e al rapporto con Man Ray in quel clima irripetibile d’avanguardia con gli amici Max Ernst, Pablo Picasso, Salvador Dalí e Jean Cocteau che la coinvolse nel suo film surrealista Le sang d’un poète, in cui interpreta una moderna dea d’ispirazione classica.

L’esposizione affronta anche il periodo successivo alla relazione con Man Ray, quando Miller nel 1932 torna a New York e apre un suo studio fotografico di successo, periodo in cui il fotografo, accecato dall’ira per la separazione da Lee, nell’intento di cancellarne il ricordo, sostituisce nel 1933 l’occhio sul braccio del suo celeberrimo metronomo Perpetual Motif (Moto perpetuo) con quello dell’amata.

Si punta poi l’accento sulle creazioni surrealiste di Lee Miller fino agli scatti delle famose “vacanze surrealiste” dell’estate del 1937 tra la Cornovaglia e il sud della Francia insieme a Max Ernst, E.L.T.Mesens, Man Ray e Leonora Carrington oltre a Pablo Picasso, Dora Maar e Eleen Agar e con quello che diventerà il suo secondo marito, l’artista britannico surrealista Roland Penrose.

Non manca nemmeno il periodo egiziano di Lee, dove realizza alcuni dei suoi più affascinanti e poetici scatti tra cui il celeberrimo Portrait of Space (Ritratto di uno spazio) con la tenda o zanzariera strappata di una finestra verso l’infinito che ispirò René Magritte a dipingere Le baiser (Il bacio).

E infine il trasferimento a Londra, città dove lavora come fotografa per Vogue Inghilterra, per poi divenire fotoreporter di guerra durante il secondo conflitto mondiale, accreditata presso l’esercito americano. Dalle immagini scattate durante il Blitz di Londra alla liberazione di Parigi passando per le atrocità dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau fino al 1945 quando realizza l’iconico scatto nella vasca da bagno di Fuhrer presso la sua abitazione a Monaco di Baviera, per cercare idealmente di lavare via tutto lo sporco di Dachau.

Una mostra che ripercorre la vita da romanzo di Lee Miller in rapporto a Man Ray, un viaggio tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del secolo scorso tra emozioni e atmosfere artistiche irripetibili.

“Continuo a ripetere a tutti: ‘Non ho perso un minuto in tutta la mia vita’ ma ora so che se la ripetessi sarei ancora più libera con le mie idee, con il mio corpo e il mio amore.” (Lee Miller)

Scrivono di lei: Giovanna Bertelli enciclopediadelledonne.it/

Maria Di Pietro phocusmagazine.it/la-fotografa-surrealista-maria-di-pietro/

Milan Image Art Fair presso Superstudio Maxi Milano dal 23 al 26 marzo 2023

Lee Miller
Lee Miller in Hitler’s Bathtub ©David Scherman

Quasi per uno scherzo del destino, l’esercito assegnò a Lee Miller e al suo collega David Sherman (della rivista Life) l’alloggio di Monaco dove, solo poche settimane prima, avevano vissuto Adolf Hitler ed Eva Braun.

Lee Miller si trovò in quella casa, ed è stato scritto molto del suo corpo in quella vasca. Un gesto sfrontato, geniale, inopportuno. Di fatto Lee si tolse gli scarponi e si fece fotografare da David Sherman e, quella foto ancora oggi è il più grande simbolo surreali- sta della seconda guerra mondiale.

MIA Photo Fair

MIA FAIR , nata nel 2011, è la prima e più importante fiera d’arte dedicata alla fotografia in Italia.

Le sezioni curate per l’edizione del 2023 inclu- dono il design, la moda, il reportage, l’editoria e il mondo virtuale del Metaverso.

In questo articolo vogliamo mettere in evidenza la sezione dedicata alle donne iraniane Underskin. Stories from Iran a cura di Rischia Paterlini.

Dal sito MIAFAIR:

“La morte di Mahsa Amini, la giovane curda iraniana deceduta nel settembre 2022 mentre era in custodia della polizia morale, ha segnato un momento cruciale per la storia dell’Iran. Creare una mostra forte, fatta di sguardi ostinati, è oggi più che mai necessario, per accrescere la consapevolezza della lotta che le donne iraniane stanno conducendo per il mondo intero.

Da queste premesse nasce il progetto Underskin, Stories from Iran, che debutterà durante MIA Fair 2023. Fortemente voluto da Fabio Castelli a cura di Rischa Paterlini, presenterà una selezione di opere di arti- sti iraniani, emergenti ed affermati, residenti in Iran o all’estero e rappresentati da gallerie provenienti da diversi continenti.

Prenderanno parte al progetto le realtà iraniane di AG gallery e Mah art gallery di Teheran, a cui si affiancheranno le opere di Roya Khadjavi Projects
di New York e della galleria milanese Podbielski Contemporary. La mostra vedrà inoltre la partecipazione fiorentina di La Portineria e della londinese Janet Rady Fine Art con il progetto Iranian Photography Now.

Saremo lieti di ospitare, tra le molte, anche opere di Shadi Ghadirian, M. DK e Nava Derakhshani, Tahmineh Monzavi, Gohar Dashti, Sepideh Salehi, Armin Armirian, Ali Zanjani, SHIVA KHADEMI, Maryam Palizgir e Bibi Manavi. Grazie ai loro lavori, tutti di grande qualità, si creerà uno spazio volto a sottolineare l’importanza di non mutare mai i diritti in privilegi, al quale contribuiranno anche una performance di Zoya Shokoohi e la proiezione del cortometraggio Power to the People, a opera di Rahim Milani.

Uno spazio di MIA Fair verrà poi riservato alla poliedrica Sarah Doraghi e alla sua serie fotografica incentrata sul volto “proibito” dell’Iran”.

Underskin proporrà inoltre una serie di eventi collaterali, che si affiancheranno alla mostra: sabato 25 marzo a partire dalle 15:30 avranno luogo due Masterclass, momenti in cui personalità di spicco del mondo della cultura rifletteranno sul ruolo chiave dell’arte nella delicata situazione iraniana. Tra gli altri, prenderanno la parola l’artista visiva iraniana Shirin Neshat, Bartolomeo Pietromarchi, direttore del MAXXI, la curatrice Ilaria Bernardi, la giornalista Francesca Mannocchi, l’artista Sarah Doraghi e il collezionista Roberto Spada. A introdurre il talk, la proiezione di un estratto del docufilm Noi donne iraniane scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto e prodotto da 3D PRODUZIONI.”

 Manuela Metelli e Mina Tomella