Oggi siamo preoccupati
per quello che è accaduto
durante l’emergenza COVID
e per quello che ci aspetta
nel prossimo futuro.

Se guardiamo i numeri che la storia ci racconta nei 100 anni passati, ci possiamo rendere conto di come le emergenze di questi giorni siano in qualche modo meno preoccupanti.

Nel 1918, per un’epidemia di influenza si ebbero ben 50 milioni di decessi.
La stessa secondo guerra mondiale fu causa di altrettanti 6 milioni di morti.

Se poi guardiamo a quegli eventi dal punto di vista economico, possiamo senz’altro notare che in quegli stessi anni l’economia e la vita delle persone ha subito gravi ripercussioni: in tanti hanno perso tutto e si sono poi impegnati a ricostruire.

Oggi non siamo rimasti senza un tetto sotto cui ripararci, o senza viveri e medicinali come invece è successo ai tempi dei nostri nonni e, per alcuni, dei nostri genitori.

Certamente oggi ci sono tante persone e famiglie che hanno bisogno di sostegno economico, tante realtà lavorative non sono ancora ripartite, tante lo stanno facendo con molta fatica mentre altre stanno rischiando di non riprendere più.

La crisi di oggi è diversa dalle crisi di quegli anni, il tipo di povertà e difficoltà economica è direttamente proporzionale alla qualità e allo stile di vita che oggi noi tutti abbiamo conquistato.

Siamo ormai abituati ad avere tutto a disposizione, ad avere ampia scelta nelle cose di cui abbiamo bisogno e abbiamo una routine quotidiana che ci porta a dare tutto per scontato.

Quello che è accaduto nei mesi scorsi sta invece evidenziando che quanto abbiamo conquistato, la nostra posizione professionale, la nostra carriera, la nostra attività, i nostri viaggi, i nostri divertimenti, il nostro stile di vita non possiamo più darli per scontati.
La crisi che ci riguarda tocca le nostre abitudini, tutto ciò che rende la nostra vita più comoda e più ricca ma non lo stretto necessario.

Quando abbiamo una vita piena di ciò che ci piace, di ciò che ci fa star bene forse non ci possiamo accorgere di altro, tanto siamo presi da tutto quello che ci rende la vita più confortevole.

Se guardiamo a come funziona la natura, e noi ne siamo parte, ci rendiamo conto che non è la comodità il fattore comune, ogni essere vivente nasce, cresce e muore attraverso il susseguirsi di azioni, eventi e accadimenti dove le risorse non sono messe comodamente a disposizione, dove la vita è ogni giorno conquistata nel riuscire a procurarsi il cibo e, per molti, nel sopravvivere ai propri nemici.

Noi abbiamo tante comodità che fino a pochi decenni fa erano impossibili e oggi è impossibile pensare di rinunciarvi.

Lo sviluppo tecnologico non va fermato o visto come qualcosa di pericoloso.

Con la crisi abbiamo compreso i rischi reali del nostro vivere, ci siamo resi conto di come le scelte, anche di pochi, possano influenzare le nostre vite.

Siamo coscienti del fatto che non possiamo vivere ognuno per sé perché siamo in qualche modo parte di un’esistenza comune.

Per affrontare la crisi occorre diventare consapevoli che abbiamo nuove scelte da compiere e che ci sono nuove opportunità da cogliere solo se siamo disposti a non rimanere sugli allori del passato.

La crisi al tempo del COVID è più complessa per vari motivi:
– non riguarda un determinato territorio circoscritto;
– non riguarda un determinato settore di mercato;
– non riguarda un evento catastrofico circoscritto;
– riguarda aspetti importanti per la sicurezza e la vita delle persone.

Per professionisti, manager e imprenditori è fondamentale coinvolgere il proprio team di lavoro per creare spazi di confronto e di dialogo in cui sviluppare nuovi approcci, nuove soluzioni e soprattutto creare nuove opportunità.

Quindi il primo passo per affrontare la crisi è non farlo da soli, infatti per poter uscire dalle proprie dinamiche è necessario confrontarsi, soprattutto con chi stimiamo o con chi ci piacerebbe condividere le nostre idee.

Mi sono resa conto che molte donne si sentono sole in tutto questo perché il lockdown e le misure della fase 2 COVID hanno aumentato la distanza sociale e quindi le occasioni di confronto si sono ridotte.

Nel contempo si sente il bisogno di acquisire nuove competenze per gestire i problemi di una realtà che oggi è sempre più complessa e probabilmente le persone che ci sono vicine non sempre hanno quelle conoscenze.
Prendo spunto da un’intervista che ho fatto nei giorni scorsi con un’imprenditrice per elencare alcuni punti che possono aiutare nell’approccio alla crisi in un’attività:
– fare chiarezza sugli elementi del passato che non funzionano più nello scenario attuale;
– esplorare i tentativi riusciti e non nel passato, propri o di altri;
– elencare le situazioni che si vogliono evitare;
– immaginare e rendere riscontrabile la situazione ottimale che si vuole raggiungere.
La chiarezza sugli elementi del passato che non funzionano più nello scenario attuale è un atto di coraggio nel constatare se quello che facciamo adesso sia ancora utile.

Questo riguarda da una parte il modo di lavorare, quindi metodi, strumenti, tecnologie e risorse; dall’altra parte

riguarda i prodotti/servizi che offriamo e quanto risultino utili ai nostri clienti/ datori di lavoro.

Quando si esplorano i tentativi riusciti oppure no nel passato, ci possiamo rendere conto delle dinamiche che hanno determinato il successo o l’insuccesso e ci rendono più liberi dall’esserne condizionati.

Fare un elenco delle situazioni che si vogliono evitare aiuta a rendere più definiti i rischi e le aree di interesse.

Immaginare una situazione ottimale può sembrare una fantasia fine a sé stessa, ma diversi studi hanno ormai dimostrato come quello che immaginiamo possa essere percepito dal nostro cervello come qualcosa di reale.

In particolare un gruppo di scienziati del Karolinska Institutet in Svezia ha dimostrato, con la pubblicazione del giugno 2013 su Current Biology, che la nostra immaginazione può influenzare il modo in cui facciamo esperienza del mondo o della realtà.

Nel momento in cui rendiamo riscontrabile quello che abbiamo immaginato, attraverso la sua percezione sensoriale, ecco che diventa qualcosa

mani che lanciano aeroplano nel cielo

che il nostro cervello conosce e quindi potrà ricordare e ricercare attraverso le decisioni e azioni che intraprenderemo.
Proprio per facilitare l’approccio alla crisi ho riservato uno spazi  per quelle donne che vogliono da essa cogliere le opportunità per esprimere il proprio valore e diventare protagoniste della propria realtà.
Per scoprire come prenotarsi clicca qui sotto:

 

“Se puoi sognarlo puoi farlo.“
Walt Disney

 

Donatella Metelli

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