La nostra immagine è ciò che gli altri vedono di noi di primo acchito. È il nostro biglietto da visita immedia- to, quello attraverso cui chi ci sta intorno si fa un’idea di noi prima ancora che apriamo bocca.
Si compone di tanti aspetti esteriori – colori, forme, proporzioni, linee, portamento, stile, ma, proprio attraverso quest’ultimo, parla anche della nostra essenza.
Essendo così poliedrica, l’immagine ha un forte potere evocativo. Di cosa? Del nostro essere.
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Ecco perché è così importante avere contezza della propria immagine e di cosa trasmettiamo attraverso essa.
Ecco perché è importante chiedersi: “La mia immagine mi corrisponde ed effettivamente parla di me o è frutto di scelte piuttosto casuali o emulative?”

Ma facciamo un passo indietro. Per avere la giusta percezione della propria immagine è necessario partire dalla consapevolezza di sé e delle proprie caratteristiche.

Un gigante della letteratura e del teatro qual è stato Pirandello in ‘Uno, nessuno, centomila’ parlava delle tante e diverse identità (maschere) che assumiamo a seconda dell’occhio di chi ci guarda.

È vero, siamo tante cose insieme, ma tutte queste creano un unicum irripetibile.

La nostra immagine dovrebbe essere in grado di riflettere questa nostra unicità. Ecco quindi l’immagine autentica, quella che parla della nostra essenza.
Per arrivare al traguardo misterioso e bellissimo dell’autenticità, tanto agognato quanto necessario in un’epoca fondamentalmente visiva, è imprescindibile lavorare su di noi.

Ma avere consapevolezza di sé e delle proprie caratteristiche significa praticare un controllo maniacale degli aspetti legati alla propria immagine?
Assolutamente no! Al contrario essere consapevoli significa essere liberi!

Liberi di esprimersi secondo le proprie inclinazioni, assecondando il proprio modo di essere e svincolandosi da mode, diktat, trend, tendenze, modelli estetici imperanti.
Liberi e certi di sapere cosa fa per noi e cosa no, cosa ci valorizza e cosa no, cosa ci fa sbocciare e cosa no, cosa ci rappresenta e cosa no.

Conoscersi è un’arma potente sulla via della sicurezza in sé stessi e dell’autostima, ingredienti fondamentali per esprimersi ed affermarsi in qualsiasi modo e campo si decida di farlo.

Domande apparentemente banali come ‘Chi sono io? Cosa voglio’ Cosa mi piace?’ possono assumere un valore rivoluzionario se l’assunto di partenza è rispondere con sincerità, liberi da sovrastrutture e dall’idea di ‘dover essere’ in questo o quel modo per essere visti, riconosciuti, ascoltati, tenuti in considerazione.

Diamoci la possibilità di essere chi siamo veramente.

Ma come fare nella pratica?

Ti do qualche tips specifica per cominciare ad orientarti.

Prova a seguirmi senza paura. Dismetti il giudizio nei tuoi confronti e poniti in uno stato d’animo di accoglienza. È il preludio della consapevolezza, del riconoscimento della vera te e della liberazione da tuttociò che ne soffoca l’espressione spontanea. È il prologo della tua fioritura. Datti una possibilità!

Io posso guidarti in questo percorso, ma devi essere tu a sceglierlo. Devi essere tu a darti un obiettivo e es- sere disposta e disponibile a intraprendere questa strada.

Questo è uno step fondamentale per essere protagonista della tua vita, per ritrovarti e riconoscerti.

Occorre partire dal guardarsi con occhi nuovi, escludendo quel modo di percepirsi dettato dai canoni estetici e dalle mode imperanti.

Assumi un punto di vista indulgente verso di te e verso il tuo corpo. Non partire dal sentirti sbagliata rispetto a qualcosa o a qualcuno, ma parti semplicemente da te. Osservati assumendo uno sguardo amorevole verso te stessa e prova a individuare i tuoi tratti distintivi a livello di figura (corpo, viso, portamento, proporzioni), dando loro l’intrinseco valore di semplice caratteristica e non quello negativo di difetti.

Tu sei quella che vedi nello specchio + (e questo + ha un valore enorme che incide profondamente sul tuo involucro esterno) tutto quello che c’è dentro.

A proposito, a che punto sei con la conoscenza e la messa a fuoco di quest’altra parte di te?

Vedila così: ESTERNO ed INTERNO sono due parti distinte ma complementari e interdipendenti.

Un’IMMAGINE EFFICACE (cioè, comunicativa ed evocativa) è la risultante sul piano estetico di questo incastro.

COMPITO PER LA PROSSIMA VOLTA/ESERCIZIO DI CONSAPEVOLEZZA

Guardati allo specchio a figura intera, in intimo. Sei TU, da sola, tranquilla.

Lascia scorrere l’occhio sulla tua figura e percorrila più volte con lo sguardo finché non ti accorgi di essere riuscita a sospendere il giudizio.

A questo punto prova a riconoscere i tuoi tratti distintivi, osservali, imprimili nella tua mente in associazione all’idea NEUTRA che siano solo caratteristiche.

Prendi un diario, un quaderno, un blocco, qualcosa che dedicherai all’utilizzo di diario di consapevolezza. Fai un bell’elenco. Magari scrivilo con una penna del colore che ti ispira fiducia e positività; quello che ti infonde energia (in un’altra occasione parleremo nello specifico dei colori e del loro potere).

È importante dare un’associazione sensoriale piacevole alla nuova immagine di te che stai costruendo nella tua mente.

Scattati qualche foto e guardale. Chiediti se vedi le stesse cose che hai visto nello specchio. Se sì, appunta sul diario questa coincidenza. Se no, scrivi di questa incongruenza, dalle peso, dalle valore. È il segno che c’è una maschera da rimuovere (e forse anche più d’una).

Chiudi il diario e lascia sedimentare. Tra qualche giorno riguarda le immagini nel tuo telefono e fai caso a se vedi le stesse cose o altro. Annota tutto sul diario e fai questo lavoro tutte le volte che ne senti il bisogno.

Fallo anche quando avverti qualche cambiamento nel tuo corpo (per esempio quando ti senti gonfia) o diversa nel tuo modo di percepirti.

Aspetta con fiducia la prossima pillola. Riprenderemo da qui il filo con cui tesseremo la tua nuova immagine.

http://www.francescaferla. com

Francesca Ferla