La prima volta
che ho sentito
parlare di coaching
ho pensato subito
allo sport
e alla figura
del Mental Coach.
Questa è una figura
abbastanza conosciuta
e quasi tutti riescono
a comprendere
il suo ruolo
all’interno di
una qualsivoglia
squadra sportiva.
donna bruna con cuore disegnato

La figura di un Mental Coach è importante anche per gli atleti di sport individuali dove è importante avere una prestazione sportiva ottimale, magari di breve durata, in presenza di Interferenze esterne e interne a volte anche molto esasperate!

Sappiamo tutti come a volte sia difficile attingere alle nostre migliori capacità e competenze allorché l’ambiente esterno presenta situazioni che tendono a de-potenziare e de-stabilizzare. 


Mantenere lo STATO che ci permetta di poter accedere a tutte le nostre potenzialità, al fine di poter metter in campo le nostre conoscenze, competenze e capacità a volte risulta molto difficile se non impossibile a tal punto che vediamo “franare” il risultato che desideravamo ottenere.


Tutto questo accade però non solo a livello sportivo dove la cosa è tangibile e sotto gli occhi di molti, ma anche nella vita comune di tutti i giorni, basti pensare ad una comunissima discussione con il proprio partner, con i propri figli, con il proprio datore di lavoro o collaboratori, etc, …

Quante volte sarà successo anche a te di voler parlare in modo fluido, pacato, obiettivo con qualcuno e magari aver anche già immaginato mentalmente tutta la situazione, avere scelto le parole e aver visto in terza persona la propria espressione, i propri gesti ed essere certi di saper condurre quel confronto in modo “adeguato” al raggiungimento del proprio obiettivo.
Poi giunta al momento del confronto ritrovarti a causa di una banale interferenza esterna come degli schiamazzi, una chiamata telefonica inattesa, o anche solo ansia da prestazione, ad avere la mente vuota, confusa e non saper più cosa dire o peggio ancora dire cose completamente diverse da quelle che volevi dire, ottenendo l’effetto totalmente opposto ritrovandoti così ad alzare la voce, a dire cose “insensate” e fuori luogo, ad arrabbiarti e magari chiudere anche completamente il canale di ascolto e barricarti dentro le tue convinzioni.

Ecco questo è il classico esempio di perdita di “Stato” con conseguente dirottamento emotivo, che impedisce di avere “prestazioni eccellenti in situazioni esasperate”. 

In tale situazione le domande che ti devi porre sono certamente molte, non solo quella del come mantenere il proprio stato d’animo. Potresti chiederti ad esempio se quello che desideri comunicare sia realmente “congruente” con quello che provi, che senti interiormente a livello emozionale o se invece stai camuffando i tuoi sentimenti o nascondendoli anche a te stessa, scendendo quindi nella propria capacità di introspezione, che va ben oltre l’iniziale perdita di stato.  Non solo, potresti anche aver fatto delle cancellazioni, delle distorsioni o generalizzazioni su quello che è stato il messaggio trasmesso o recepito e quindi come capire tutto questo? Come puoi arrivare a capire cosa hai cancellato, distorto o generalizzato?

Come puoi arrivare a capire in che modo la tua mente processa i messaggi in entrata ed elabora quelli in uscita in modo da avere una interpretazione della realtà che sia il più possibile funzionale al contesto e al momento che stai vivendo? In che modo posso arrivare a comprendere che essere flessibili in certe situazioni può premiare più che l’essere integerrimo a tutti i costi? 

E quindi come riuscire a comprendere le altrui posizioni riuscendo a mettersi nei panni dell’altra persona, vivendo le situazioni in prima, seconda o terza persona al fine di avere una chiara visione dei fatti? Il tutto sapendo ovviamente che le persone sono mosse innanzi tutto dai propri Valori e dalle proprie Convinzioni, che sono “l’ago della bilancia” come li ho definiti in un articolo precedente.

Certo, tu potresti esordire dicendo: “Questa è la vita, non si può mica essere perfetti!” È vero, non è la perfezione che stiamo cercando, ma una qualità di vita superiore che ci faccia sentire di essere i capitani della propria vita, di essere noi a guidare la nostra “nave” nel porto che desideriamo raggiungere e non gli eventi esterni a piegarci ai loro voleri!

Il coach è quindi la figura che ci può aiutare a fare chiarezza, che può indicarci la strada giusta da seguire in base a quelle che sono le nostre priorità e infatti attraverso il coaching si può giungere ad una migliore conoscenza di sé, grazie ad un chiaro e profondo studio delle nostre Convinzioni limitanti che spessissimo ci allontanano dal raggiungimento dei nostri obiettivi. Il Coach affronta con chiarezza e semplicità quelle che sono le problematiche di ogni singolo individuo, desideroso di conseguire un cambiamento personale che lo porti anche a raggiungere degli obiettivi specifici che possono essere professionali, personali o sportivi. 

E’ quel professionista che supporta un cliente detto Coachee, prima nella scoperta di quelle che sono le sue  capacità, caratteristiche e potenzialità individuali.


Poi prosegue aiutandolo a sviluppare tali capacità in funzione della definizione di specifici obiettivi raggiungibili appunto in ambito personale, professionale e/o sportivi. 

Così facendo si concentra sulla crescita e sviluppo della sua consapevolezza, dopo aver definito insieme al suo Coachee un piano d’azione che vada nella direzione degli obiettivi posti. Infine lo sostiene nel suo percorso di crescita e nelle fasi di bisogno, proprio come fa un insegnante con il suo alunno o una madre con il figlio.

Ma scendiamo ancora un po’ di più nel dettaglio, come si svolgono le sessioni di coaching?


Durante ciascun incontro il Coach pone solo domande e osservazioni innescando un meccanismo pro-attivo che induce il cliente a raggiungere una maggiore chiarezza. Ed è proprio questa la differenza tra il Coach ed altre figure professionali come lo psicologo o il counselor, perché svolge un’azione mirata, direi quasi chirurgica volta ad una risoluzione dei problemi direttamente da parte del cliente.

Il Coach sa che tutte le risposte e le risorse sono già dentro il suo cliente, che però non sa come attingerci. Il suo ruolo sarà proprio quello di aiutarlo a fare chiarezza dentro di sè innescando un processo a catena,stile Domino!

Parlando ad esempio di obiettivi magari sarà successo anche a te in passato di formularne alcuni come ad esempio dimagrire, smettere di fumare, riuscire a recuperare un rapporto affettivo importante, riuscire a dialogare in modo sereno con i propri figli, voler cambiare lavoro, o altro ancora e per un motivo o per un altro non riuscire ad ottenere tale risultato. 

Eppure, sai di volerlo con tutte le tue forze, sai di impegnarti a fondo e sai di dedicarci ore di lunghe riflessioni e ciò nonostante non ottieni ciò che desideri. 

È importante sapere che ogni obiettivo nasce da un sogno e quindi come tale ha bisogno di “essere messo a terra” in modo da capire se è un sogno Ottenibile e Sostenibile!

Facciamo un esempio; se io mi dico che voglio andare sulla luna è sicuramente un sogno Ottenibile, se però voglio andarci domani ammesso che me lo possa permettere economicamente, non è comunque possibile senza la dovuta preparazione fisica e mentale, infine potrei anche decidere di farlo e di spendere tutti i miei averi, e la domanda sarà “è sostenibile?”.

 Avrai notato anche tu che spesso la nostra mente vaga al raggiungimento di sogni mal formulati che ci portano a disperdere gran parte delle nostre energie senza ottenere niente. 

Quindi: come riuscire a capire se il mio Obiettivo è talmente mal formulato che anche la mia mente non sa come raggiungerlo?

Ecco allora scendere in campo le giuste Strategie che possono essere formulate con l’aiuto di un coach esperto nello specifico settore di interesse, quale il settore business, mental, life, wellness, etc. strategie mirate per raggiungere l’obiettivo. 

Per farti capire meglio potrei farti la metafora del viaggiatore.

Se si decide di partire per un viaggio è necessario valutare che tipo di viaggio vogliamo fare, se un viaggio di lavoro, di avventura, di relax, o culturale. A questo punto sarà chiaro cosa dovremo portare con noi e cosa lasciare a casa. 

Successivamente valuteremo il tragitto da fare e organizzeremo gli spostamenti con l’ausilio di una mappa che ci indichi la strada più giusta, comoda o interessante a seconda di quello che devo fare. Strada facendo correggerò l’itinerario e capirò sempre di più se quello è davvero il mio viaggio o quello di qualcun altro ed allora saprò realmente se investire in quel viaggio o cambiare rotta.    

Spero di essere stata chiara e che questa metafora, nella sua semplicità ti sia stata di aiuto a capire meglio la figura del coach e l’attività del coaching. Ricorda che è necessario capire che se non usiamo quel meraviglioso organo contenuto nella nostra scatola cranica, chiamato cervello, rischiamo di vivere una vita allo “sbaraglio” senza una chiara direzione dove investire il nostro tempo, e visto che il tempo è una delle risorse più scarse che abbiamo in questa nostra vita è doveroso farlo fruttare al massimo per ottenere una Vita di Qualità.  

Grazia Sandra Carmignani