
Secondo la visione naturopatica il sintomo rappresenta un alleato da ascoltare, un vero e proprio segnale che ci può aiutare a comprendere qualcosa di noi e oltre che del nostro stato di salute.
Per meglio capire questo concetto è importante fare appello alla storia e più precisamente al pensiero di Ippocrate (450-380 a.C.) la cui teoria presentò aspetti così innovativi da poter quasi essere considerato il fondatore della scienza medica.
Prima di Ippocrate, la medicina era di tipo teurgico e veniva considerata un castigo divino che solo un intervento magico-rituale operato dai sacerdoti poteva risanare.
Era poi il dio stesso che, avendo punito con la malattia, avrebbe elargito il risanamento, con la sua apparizione durante il sogno terapeutico.
Secondo Ippocrate il medico non è quindi più un sacerdote, ma uno studioso che deve interpretare i segni e i sintomi della malattia, al fine di riportare il corpo in equilibrio e in armonia.
L’osservazione attenta e sistematica dei sintomi deve permettere al medico di risalire alle cause fisiche (non più divine) della patologia, costruendo un quadro teorico da cui discende poi la scelta della terapia.
La svolta di Ippocrate si situa in una concezione del dolore e della sofferenza, di cui la malattia è espressione, ben diversa dalla mentalità precedente e ben diversa anche dalla nostra mentalità che tende invece ad affidare alla scienza e al medico il compito e la responsabilità di riportare salute e felicità.
Dunque il sintomo viene ad acquisire un enorme valore per potere comprendere l’origine della malattia e dello squilibrio che l’ha generata.
Acquisisce grande importanza l’indagine di tutti gli elementi che ruotano attorno al sintomo stesso: come viene percepito, come viene ascoltato, come e quando è comparso, se di notte o di giorno, cosa è successo prima, il giorno precedente, il mese precedente… se e quali altri sintomi l’hanno preceduto.
Può rivelarsi un’impresa alla scoperta di sé: più si indaga più si diviene attenti a percepire alcuni piccoli segnali a cui in precedenza non si era dato valore.
Questo può permettere di capire in anticipo se l’origine del malessere proviene da qualche squilibrio, fisico naturalmente, ma anche emotivo, e l’esplorazione si trasforma in un percorso di consapevolezza e talvolta in uno strumento di autoguarigione.
Appuntamento alla prossima pillola di Naturopatia per scoprire il modo naturale di prenderci cura di noi.
Mariaelena Brioni