Questa è la storia
di un piccolo bruco…

Il giorno in cui nacque
si guardo attorno,
osservò il mondo,
poi guardò se stesso
e si accorse
di non piacersi molto;
era verdastro, peloso
e doveva strisciare
per spostarsi.

Si rivolse allora al Creatore, chiamandolo Grande Papà e gli disse: potevi farmi un po’ meglio; io non riesco a vedere il mondo perché sono qui a terra, faccio fatica a guardare in su , ho l’impressione che con me Tu non sia stato molto generoso.

Il soffio del vento lo accarezzò e senti come una voce che gli diceva:   “FIDATI DI ME”.

I giorni passavano e il bruco diventava
Sempre più grosso
Sempre più peloso
Sempre più brutto

Faceva sempre più fatica a muoversi, strisciava continuamente sul terreno tra l’erba e dal suo posto cercava di immaginare quel mondo che stava sopra di lui e che doveva essere molto bello. Ed allora usciva dalla sua bocca una melanconica preghiera:

“ Grande Papà, ma era davvero necessario farmi così brutto? “ e sempre il vento gli portava quel sussurro che gli diceva:  “ si piccolo, era necessario, non avere paura”.

I giorni continuavano a scorrere; a volte il bruco, con enorme fatica cercava di innalzarsi arrampicandosi sullo stelo di un fiore ma quando l’aveva raggiunto, d’istinto lo divorava, e poi più triste che mai tornava a terra.

.   “Come sono stato fatto male (si diceva), vorrei vedere le cose belle che mi circondano ed invece le distruggo ………… a che servo mai io?.

La vita per il bruco era sempre più faticosa, sempre più triste.

Un giorno un uccello cercò di divorarlo e lui si nascose fra il fango e le pietre ed ancora salì la sua  preghiera: PERCHE’ GRANDE PAPA’, PERCHE?’ . Ma il vento non lo poteva raggiungere, lui non sentì nessuna risposta, ……… si sentì, più che mai, triste e solo.

Dormì a lungo e poi, piano piano, si svegliò ……… ma che cosa era successo ……..

“ OH GRANDE PAPA’ “ riusciva a balbettare.

Il suo corpo era esile e leggero, gli erano spuntate due splendide ali ripiene dei colori dell’ arcobaleno. Con stupore e meraviglia si librò leggero assaporando la gioia di volare, danzare con il vento, cantare con il sole, accarezzare i fiori.
Si posò su una ninfea  specchiandosi nell’acqua limpida dello stagno e vide riflessa la sua nuova splendida immagine.

Due gocce di rugiada caddero in acqua aprendosi a cerchio… o forse erano due piccole lacrime di gioia e di ringraziamento.


Molte volte ci complichiamo la vita perché  non ci accettiamo; vorremmo essere diversi e che fosse diversa la nostra vita e le persone che ci stanno attorno.

Combattiamo contro di noi e contro chi ci circonda; ed invece il segreto per realizzare la nostra vita è semplicemente accettare.

Perché, quasi sempre, è nascosta in ciò che non ci piace la base per trasformare le cose.



 





La rubrica di Mavi