Ragazza mora Ascoltarsi per comprendere le nostre emozioni

Ascoltarsi per comprendere le nostre emozioni. Parlare di quello che sentiamo per aiutarci a superarlo.

Parlando di emozioni non possiamo evitare di considerare la situazione che stiamo vivendo in questo momento storico.

Ognuno di noi ha vissuto il periodo appena passato in modo diverso, chi nel lockdown e chi lavorando con turni pesanti, nella sanità o nei servizi, e penso che una cosa comune a tutti sia stato farsi delle domande.
Domande molte volte senza risposta.
Quando finirà tutto questo?
Quando potremo ricominciare a vivere come prima? Fra un mese, fra un anno?

Che cosa succederà alla mia attività quando riaprirò?

Ci sarà ancora il mio posto di lavoro? Insomma sono domande senza una risposta precisa e quindi sono domande che possono destabilizzarci, chi più e chi meno ma in qualche modo toccano tutte noi.

È qualcosa che sta avvenendo a livello globale, qualcosa che tocca la nostra salute, aspetto fondamentale per il nostro benessere, qualcosa di cui non si conosce la fine.

E poi è qualcosa che ci isola, che ci fa tenere le distanze e quindi che va contro la nostra indole sociale.
Qualcosa che ci fa uscire con una mascherina che ci copre metà faccia e non ci permette di riconoscerci bene.

Tutte queste situazioni sono causa di sentimenti e sensazioni a volte di smarrimento, a volte di paura, a volte di impotenza e a volte persino di angoscia.

È molto importante in questo periodo parlare delle nostre emozioni, senza vergognarsi per nessuna di loro ma con la massima libertà. Perché più ne parliamo e più ne diventiamo consapevoli, evitando di trascinarle per lungo tempo, con il pericolo di cronicizzarle.

Da una ricerca americana dello “Stress America Survey del 2018” sembra che parlare con le amiche sia ciò che ci fa stare meglio.

Ma attenta, non parlarne per lamentarti, per piangerti addosso, parlarne per sviscerare le tue emozioni e capire cosa vi sta alla base.

E se parlandone ti rendi conto che sono troppo pervasive rivolgiti ad un professionista.

Altro modo per sviscerare i propri sentimenti è scriverli e man mano che li scrivete fatevi delle domande.
Perché sto provando questa emozione? Da dove nasce?
È paura o è qualcosa di più profondo come l’angoscia?
A che cosa è dovuta?
All’isolamento?
Al non sapere cosa succederà?
Al bisogno di proteggere le persone care e invece ci si sente impotenti?
Se ti senti strana per le tue emozioni sappi che almeno un quarto della popolazione, potrebbe avere bisogno di ricorrere ad un professionista
e ti assicuro che è meglio farlo prima che dopo.

Altro aspetto che aiuta a superare questi momenti è rendersi utile per gli altri, portare un contributo.
Tuttavia ricorda che prima devi metterti tu la mascherina e in questo momento ti parlo di quella dell’ossigeno, come dalle istruzioni in areo prima di volare. Prima devi essere tu in sicurezza e se ti senti bene allora stai vicina alle persone care. Adesso che siamo nella fase2 puoi anche andare a trovarle.

Ragzza che scrivere dei propri sentimenti e farsi domande
Ragazza che mangia guardando il cellulare Parlare delle proprie emozioni per diventarne consapevoli

Cercare di capire come stanno veramente, di cosa avrebbero bisogno. Dare valore alle altre persona sostiene sia te che loro. E magari sorprendile… mandando dei fiori, facendogli recapitare un regalo (magari nel caso vivessero in un’altra regione) facendo una visita a sorpresa, facendo una telefonata inaspettata. Questo farà stare ancora meglio la persona cara, le darà una gioia più grande.

Altro suggerimento che ti do è di ritrovare la tua creatività. In altri articoli di questo numero del Journal si parla di fotografia, di arteterapia. Dedicati del tempo per scattare foto ai tuoi cari o al cielo che cambia in continuazione o ai fiori che stanno sbocciando. Prendi un foglio di carta, matita e colori e lasciati andare libera.

E in tutto questo l’ascolto di te stessa è il comune denominatore.
Ascolto che si riferisce alle proprie parole, ai propri pensieri, alle proprie sensazioni. Ascoltarsi nell’osservare i propri comportamento, le proprie reazioni. Sempre volto a capire come possiamo stare meglio e come possiamo fare stare meglio gli altri.

Perché situazioni forti come quella che stiamo vivendo, possono indebolirci ma possono anche renderci più forti.
E il nostro obiettivo è proprio quello di renderci più forti, di rispondere alla situazioni che viviamo con prontezza ed elasticità.

Ricorda che ognuno di noi è cambiato e che anche molti rapporti saranno cambiati. Quindi oltre ad ascoltare te stessa ascolta anche gli altri, con amore, pazienza e accogliendo le loro difficoltà.

Il mio pensiero va in modo particolare alle mamme, alle quali è dedicato in particolare questo numero del Journal.
Io non sono mamma ma, come zia, posso comprendere la preoccupazione che ogni donna porta nel cuore pensando alla sicurezza e al futuro dei propri figli. Tuttavia ogni mamma ha dentro di sé quella forza immensa tipica di chi deve difendere la prole. Ogni mamma ha vissuto un parto con una sofferenza che ha quasi subito dimenticato, ha fatto sacrifici continui per dare il meglio ai propri figli, per farli crescere sani nel corpo e nello spirito.
Ora abbiamo il grande compito di costruire un mondo che sia veramente sano per loro.

Monica Canu