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In questo periodo dell’anno, sarà per l’avvicinarsi della fine di un anno, saranno gli impegni per lavoro e famiglia in concomitanza con l’organizzazione delle varie ricorrenze, delle sognate vacanze invernali, saranno gli accadimenti che ci preoccupano… siamo forse troppo occupate!
Occupate a pensare, a organizzare, a preparare, a fare e sbrigare… e questo occupa tutto il nostro spazio vitale.

“Il troppo stroppia” e così rischiamo di avvertire un senso di inaguatezza perché non riusciamo a fare quello che volevamo, un senso di frustrazione perché non ci sentiamo mai abbastanza e, soprattutto, un senso di sopraffazione che ci arriva attraverso lo stress e i vari sintomi con cui si manifesta: stanchezza, insonnia, nervosismo, apprensione, svogliatezza e altri come mal di testa, crampi allo stomaco etc..

Viene spontaneo pensare che, risolto il problema che ci sta causando questa condizione, anche lo stress sarà risolto, ma questo non è così semplice.

Quando arriviamo ad una condizione di stress che condiziona il nostro stato d’animo, la qualità dei nostri pensieri, delle nostre decisioni e azioni, e di conseguenza delle nostre relazioni, c’è qualcosa di più importante che ci può aiutare.

Proviamo a riflettere su un qualsiasi problema che ci crea tensione o preoccupazione. Probabilmente se cerchiamo di risolvere la situazione con questo stato psico-emotivo, forse non riusciremo ad essere serene o distaccate per fare il meglio per noi stesse.

Può capitare di avere un diverbio con qualcuno con cui si è in disaccordo, magari per un opinione o per una modalità di lavoro, e se insistiamo per aver ragione, o, se entrambe le parti insistono, probabilmente gli animi si riscaldano ed il rischio è di non riuscire più a mantenere una comunicazione utile a entrambi per risolvere la questione.

Così viene spesso suggerito in queste situazioni di “contare fino a dieci” per avere uno spazio reciproco di riflessione su quanto ascoltato e quanto “ci viene da dire”.

In realtà questa semplice pausa ci consente di accorgerci meglio di cosa sta accadendo e magari scegliere di comprendere meglio il punto di vista dell’altro facendogli altre domande o semplicemente esponendo con calma le proprie ragioni senza giudizio sull’altro.

Potremmo dire che a mente lucida possiamo ascoltare e farci ascoltare meglio e questo potrà portarci ad una soluzione diversa sul disaccordo.

Quando invece siamo “stressate” contare fino a dieci non basta per riprendersi… c’è qualcosa di più che dobbiamo fare.

Ognuna di noi ha già avuto momenti di vita in cui dolore, preoccupazione, paura, o rabbia hanno avuto forte impatto su di noi e, per chi è riuscita a uscirne, ci è voluto tempo, volontà e autostima, oltre all’aiuto che altri possono averci dato.

Nella nostra quotidianità non sempre le questioni so no di forte impatto, non ci sono incidenti o tragedie continuamente, ci sono però un insieme di situazioni che ci logorano e, come una cappa, occupano la nostra mente che non riesce a vedere anche le cose belle che abbiamo nella nostra vita.

Qualcuno potrebbe suggerire che “per liberare la mente” sia sufficiente distrarsi, divertirsi, andare in vacanza o farsi fareun massaggio.

Probabilmente staccarsi da una situazione, allontanandoci o distraendoci, potrebbe aiutarci a vedere le cose con maggiore chiarezza, ma il nostro stato d’animo come sarà quando saremo nuovamente vicine quella situazione?

Gli esempi che possiamo prendere dalle vite di altre persone ci insegnano che solo con impegno e disciplina hanno raggiunto la condizione per loro ottimale in cui agire secondo le proprie capacità, i propri talenti e le proprie ambizioni.

Se anche prendessimo a riferimento qualche personaggio famoso del web, ci renderemmo conto che anche per loro non è tutto facile.

Una delle tecniche principali per liberare la mente è la meditazione.

Secondo Deepak Chopra per mantenere la calma e il nostro orientamento nella quotidianità è importante portare l’attenzione su un’intento, anche solo 5 minuti al giorno.

Quando prendiamo l’abitudine di dedicare uno spazio, anche piccolo, della nostra quotidianità a questa pratica, ci possiamo accorgere di come, fin da subito, ci sentiamo più calme e rilassate anche per il resto della giornata.

Sì è proprio così, quando ci alleniamo quotidianamente in un nostro spazio di meditazione, stiamo anche allenando la nostra mente ad andare in pausa, riusciamo a non dare continuamente ascolto alla voce interiore che ci preoccupa o ci fa arrabbiare.

Infatti con l’esercizio meditativo, magari non già dalle prime volte, perché anche qui dobbiamo darci il tempo per abituarci a qualcosa di nuovo, possiamo osservare i pensieri e quelle stesse preoccupazioni o sensazioni di malessere senza immedesimarci in esse.

Possiamo così imparare a rimanere tranquille anche in situazioni difficili e questo, anche se non è la soluzione per ogni situazione, è sicuramente la migliore condizione con cui affrontarle.

Se siamo lucide possiamo vedere più chiaramente quello che sta accadendo, possiamo renderci conto di cosa è per noi veramente importante e così perseguirlo senza farci trasportare da sensazioni a caldo che spesso sono reazioni che arrivano spontanee o d’impeto di risposta alla sensazione fastidiosa che avvertiamo e non alla realtà che sta accadendo.

So che quanto sopra esposto può sembrare sbagliato.

Non so se vi sia mai capitato di dover intervenire in aiuto di qualcuno, figlio, partner, familiare o amico, che trovandosi in una situazione di pericolo o di dolore, non era in sé per poter uscirne.

In quel momento era il panico che vi ha aiutato ad aiutarlo o la lucidità mentale di fare quello che era necessario?
Per chi ha avuto figli probabilmente sono accaduti vari episodi di questo tipo.

Qui di seguito trovate un audio di esercitazione che potrete fare con me per sperimentare una breve meditazione.

Se invece vuoi informazioni sui miei percorsi di leadership femminile scrivi a info@ donnaeleadership.com

Donatella Metelli