Oggi voglio parlarvi

un po’ di me e di cosa

mi ha portato

a trattare un argomento

così particolare

quale l’età che hai,

che senti e che vivi.

donna e uomo si conoscono mentre ballano

Io e mia sorella Cinzia siamo il frutto  dell’amore tra mia madre Ilva nata nel 1924 e mio padre Attilio nato nel 1938.

Sì, avete capito bene, tra loro c’è una differenza di ben 14 anni dove il più “grande” dei due non è, come spesso succede, l’uomo bensì la donna.

Mia mamma ha ben 14 anni più di mio papà.

Quando mio padre conobbe mia madre il 5 febbraio del 1957, una sera a ballare al Teatro Pacini di Pescia, florida cittadina localizzata in Toscana tra Lucca e Montecatini,

rimase subito folgorato dalla sua bellezza, dai suoi fluenti capelli rossi e dalle simpatiche lentiggini che pervadevano tutto il suo corpo color latte.
Dal canto suo mia madre non ebbe alcun problema a credere alle parole di mio padre quando lui le raccontò di avere ben 28 anni, anziché i reali 19 anni.
Era un gran bel ragazzo, alto e muscoloso, dai lineamenti floridi, carnosi e già segnati da un lavoro duro nei campi.
Ma le tempie erano già “imbiancate” come se avesse avuto veramente l’età

che diceva di avere. Mentre mia madre ne aveva realmente 32.
Tra loro fu Amore a prima vista e sebbene lei sentisse la difficoltà di questa apparente differenza di soli 4 anni, continuarono a frequentarsi fino a quando lei iniziò ad informarsi su di lui e scoprire la verità.

Quando tutto “l’arcano” venne a galla, mio padre non potè più nascondere la sua vera età e per mia madre iniziò il vero dramma!
Se prima era già difficile riuscire a sopportare una differenza d’età di 4 anni, divenne un grosso ostacolo da superare quando venne a scoprire che tra loro correvano ben 14 anni (di millesimo 13 e mezzo).
Il loro rapporto si interruppe bruscamente,  ma sappiamo benissimo che quando a guidare le tue azioni è il cuore, la testa prima o poi deve lasciarlo passare.

Così dopo decine di lettere d’amore in cui lui chiedeva il suo perdono e dichiarava a cuore aperto il suo amore e la sua totale e indiscussa devozione, lei si convinse a ricominciare a frequentarlo.

donna con sguardo intenso con i capelli rossi



Il coraggio è la virtù dei forti e il rischio è quella variabile che devi affrontare se vuoi rinascere dalle tue ceneri.

Mio padre decise che con la “sua Ilva” poteva affrontare tutte le difficoltà di questo mondo.


Il loro fu un rapporto molto travagliato visto che molti componenti della famiglia non accettavano la cosa.
Ma il destino, l’amore e la passione lanciarono i loro dadi e un giorno mia madre si accorse di essere incinta di mia sorella Cinzia.
Così il 05 aprile del 1961 convolarono a nozze e dopo un anno e mezzo nacqui anch’io.
Ai giorni nostri è facile osservare differenze di età in una coppia, soprattutto quando ad avere la maggiore età è l’uomo

Molto raro invece è trovare coppie in cui ad essere più grande è la donna e 50 anni fa, questa era una cosa rarissima, mal giudicata e molto discussa e criticata.
Figuriamoci poi se la donna oltre ad essere più grande era anche rossa di capelli e piena di lentiggini…

A quei tempi c’era il detto “rosso mal pelo” e tutti quelli che avevano i capelli rossi, secondo le leggende popolari, erano considerati cattivi, maligni e venivano perciò un po’ esclusi, emarginati e considerati “diversi…”
E pensare che in famiglia di mia madre su 10 fratelli e sorelle, ben 8 sono di colore rosso e pieni di lentiggini! Insomma un vero… “Disastro!”
Tutti questi “pre-giudizi” hanno sempre minato nel tempo la sicurezza di mia madre che ha costantemente subito e mai governato questo aspetto della sua vita.

Seppure nella coppia fosse lei quella che dimostrava meno anni rispetto a mio padre, per portamento (ha sempre avuto un portamento regale), atteggiamento (aperta e disponibile al dialogo) e apertura mentale.

Dal canto suo invece il motto di mio padre è sempre stato su diversi fronti: “Non me ne frega niente di quello che dice la gente!” “In bene o in male basta che se ne parli!”
“Tanto non puoi chiudere la bocca alle persone, perciò freghiamocene! Amore, l’importante è quello che pensiamo io e te!”
Altro aspetto da tenere in considerazione, sempre guardando al contesto storico, è che quelli erano senza alcun dubbio tempi duri, durissimi!
La seconda guerra mondiale era passata da poco e aveva distrutto famiglie intere e tutto era da ricostruire.
Vi erano sicuramente infinite opportunità per chi aveva voglia di rimboccarsi le maniche e mettersi in discussione e mio padre era uno di quelli.
Proveniva da una famiglia povera di contadini e mio nonno era un reduce di guerra della “Campagna di Russia”, ritornato a casa per miracolo.
Tanta era la voglia di cambiare e di conquistarsi un “posto al sole” da parte di mio padre che fin da piccolo aveva sofferto la mancanza di un padre

impegnato in guerra e la presenza di una madre “gendarme” che doveva fare sia da padre che da madre.
Conosceva la durezza e la forza ma non la dolcezza e la comprensione tipica delle mamme.
Nessuno quindi avrebbe mai scommesso su di loro.
Lui contadino e figlio di contadini con origini umilissime, più giovane di lei di ben 14 anni e senza un soldo in tasca.
Lei figlia di un maresciallo dei carabinieri e con in tasca i soli soldi provenienti da stagioni fatte in alberghi dove rinunciava anche a prendere un caffè per risparmiare!
Ma il coraggio è la virtù dei forti, e il rischio è quella variabile che devi affrontare se vuoi rinascere dalle tue ceneri e mio padre decise che con la “sua Ilva” poteva affrontare tutte le difficoltà di questo mondo.
Carico del loro amore si lanciò in una nuova impresa commerciale quella dei fiori che a distanza di pochi anni lo ripagò per tutte le sofferenze e le paure avute.
Questo gli permise di dare un futuro molto più che dignitoso e pieno

di soddisfazioni alla sua famiglia, avendo avuto sempre sostegno, conforto, comprensione e amore di mia madre.

E così è stato ed è rimasto per tutta la loro esistenza, fino all’8 gennaio del 2019, giorno in cui mia mamma è morta all’età di 95 anni.
Morì dopo aver trascorso gli ultimi due anni della sua vita relegata in un letto in casa, in uno stato di semi-incoscienza a seguito di una brutta caduta. Il trauma cranico riportato, con conseguente ematoma, che le aveva compromesso numerose attività motorie e funzionali, la costrinse all’uso di una tracheo per la respirazione, di un sondino per l’alimentazione e di un catetere per le urine, tutti ausili sanitari che le garantivano la sopravvivenza.

Mio padre che ad oggi ha 82 anni è sempre più un gran bell’uomo e incredibile a dirsi, più va avanti con l’età e più diventa bello, affascinante e giovanile.

Il suo aspetto più accattivante non è solo un bell’aspetto estetico a cui lui tiene molto, in primis per se stesso e poi per gli altri.
L’aspetto più accattivante è il suo fascino da gentiluomo, quel fascino di altri tempi che poche persone riescono ad avere e soprattutto a trasmettere

in un mix di sicurezza, saggezza e autorevolezza.

Quando lui guardava mia mamma immobile nel suo letto anti-decupito e la sollecitava con battute e sollazzi vari, non vedeva una realtà fatta di catetere, sondino, tracheo, pannoloni, etc… ma vedeva la sua Ilva, il suo Topo, la sua “Cianchetta”.

Una delle sue prerogative è sempre stata quella di spostare l’attenzione su ciò che hai per valorizzarlo, evitando di guardare a ciò che ti manca.

Quando le persone le abbiamo nel cuore non le abbiamo negli occhi.

Il cuore ci permette di vederle come sono nella nostra memoria emotiva e non come esse sono realmente.

Questo è un valore immenso che i miei genitori mi hanno trasmesso, ed ecco da dove nasce la mia forte convinzione che l’età cronologica, anche in una coppia, non è un fattore limitante anzi per certi versi può essere un fattore stimolante, distintivo e di valore in cui vengono mostrati con fierezza aspetti che per altri sono squalificanti e svilenti.

Dal canto suo, il disagio e le paure di mia mamma, di non essere all’altezza di un rapporto con un uomo più giovane di lei di così tanti anni, si sono disintegrate davanti a quel mondo invisibile dove ciò che conta sono le emozioni, i sentimenti legati ai ricordi, alle scelte fatte e alle difficoltà superate insieme al suo compagno di vita, che niente hanno a che fare con un’estetica che invece puoi gestire, costruire.
Se c’è una cosa quindi che ho imparato dai miei genitori è il fatto di accettare il cambiamento esteriore, di vivere la mia età senza schemi e pregiudizi mentali, sapendo che ciò che conta di più è chi sei davvero dentro, di quello che sai trasmettere a te stessa e agli altri.
E per quanto mi renda conto che nella testa delle persone l’età rappresenti quel fattore che funge da “spartiacque” come dire: “se sei giovane hai più vantaggio, valore, ascolto, capacità…” ho sempre cercato di ragionare con la mia testa, come mi ha sempre insegnato mio padre, il cui motto è “Non puoi aspettare che siano gli altri a dirti chi sei e che cosa vali.”

uomo e donna di fronte al mare

Conta solo quello che pensi tu!

Se credi in quello che sei e che fai, continua perché non potrai mai avere il consenso di tutti.

“Impara dai migliori e poi diventa migliore!”

Tratto dal libro: ”Oltre il limite dell’età” di Sandra Grazia Carmignani
Collana: Le vie del successo


Accettare il cambiamento esteriore…
Vivere la propria età senza schemi
e pregiudizi mentali…
Ciò che conta di più è chi sei davvero dentro,
quello che sai trasmettere a te stessa
e agli altri.

Sandra Grazia Carmignani